NENA

23 giugno 2011

Nena
Giornata di bicicletta trainata a mano, di mal di schiena, immerso nel caos cittadino intento a non farmi inghiottire dalla frenesia che mi circonda e che quasi mi rimprovera per il mio passo lento.
" Ciao, tu sei Alkoliker! Ciao " !
Percepisco una sorta di corto circuito, nel copione di oggi non era previsto questo personaggio. Resto bloccato, un attimo dopo le afferro entrambe le mani, le entro negli occhi, lei è entrata nei miei solo un attimo prima.
" Sul treno verò? Ci siamo conosciuti sul treno "?
" No, un mio amico mi ha mandato un tuo video da Youyube, tu avevi una giacca arancione "
Ho la conferma che si tratta di una donna bellissima, occhi azzurri, forse verdi, forse celesti, oppure tutti insieme, la pelle del viso come le pagine di un libro sfogliato mille volte, un libro letto, amato, abbandonato, un libro messo in uno zaino che ha viaggiato a piedi, sui treni, nelle coriere, in qualche vecchio furgone scassato alimentato con olio di colza.
Ok rivediamo un attimo il copione di questa storia, per oggi direi che questo è il personaggio principale: una bella donna con il guardaroba nel bosco che la domenica mattina fa colazione con gli Elfi.
" Io sono Nena "
Ondeggia sui fianchi, sorride, è contenta, fa un mezzo passo indietro e mi saluta:
" Ciao ci vediamo in giro " 
Con il braccio fa due cerchi nell'aria e scompare.
Cerco di fermarla ma è come infilare il braccio in una nuvola.
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L'amico ritrovato

20 novembre 2008

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Rispondo al telefono, "Pronto, Gian, ciao, sono il Brucco!", il bruco delle favole, quello che poi diventa farfalla, e vola la sua voce fino a me che esterno un "Non ci sentiamo da… Saranno forse due anni". Toh, il Brucco, le sue scalate in bicicletta, anche se so che è uomo da pianura, i suoi bivacchi improvvisati come le risate quando se ne escono dalla sua bocca, scoppiettano, è il fuoco sulla spiaggia, e tutti intorno a chiacchierare. Il grande Brucco, l’uomo dalle mille risorse, scomparso, ma solo per il tempo necessario, sempre presente, nel raggio di una bicicletta malandata che me lo fa tornare in mente, quando mi aiutava a riparare bici improbabili in un mattino torinese. “tutto si può aggiustare”, esempio raro di ostinazione anticapitalistica dell’artigiano che conosce la vita e la rende arte senza mistificazioni o barocchismi. Il Brucco è l’essenza dell’artista rinascimentale. Viaggia vive scrive ripara. “Quando ci rivediamo, Brucco?” “Presto, ma nel frattempo ti proporrei di tornare a quel nostro patto. Io sono tra gli Elfi, nella comunità tra i boschi, niente connessioni: puoi mettere sul mio blog gli aggiornamenti che ti invio per sms?” Certamente. “Ti invio anche user e password”. “Spero di farne un uso proficuo, Brucco”.“Ne sono certo, Gian”. E così ho fatto.

 

(scritto giorni fa e per motivi tecnici scomparso e ricomparso ora…)