IL FUGGITIVO

4 gennaio 2014

Per fare bene il barbone non dico che devi aver fatto lo scaut, però aiuta

Decidere di lasciare la casa è stato doloroso, una settimana di attesa, di sonni tormentati e poi il giorno prima di partire, per costringermi a scendere in strada ho praticamente demolito l’appartamento per renderlo inagibile. Da bravo artigiano ho fatto tutto con metodo, senza disturbare i vicini: spaccato gli armadi, smontato porte e finestre e divelto i cardini  di modo che risultasse impossibile rimontale, strappato l’oblò della lavatrice e taglia i cuscini del divano e infine gettato il telefono con tutta la sim. La televisione l’ho risparmiata per l’ultima notte. Non ho salutato nessuno. Alcuni giorni dopo, con un certo turbamento ho realizzato che quel gesto era rivolto a mio padre morto ormai da anni, e mi chiedo quanto tempo ci voglia ancora per perdonare. Non reggo questa casa, non reggo il palazzo, la strada, la città, il mio paese, non reggo gli esseri umani sempre più inumani. Non reggo le persone che amo anche se continuo ad amarle. Sento il dolce desiderio di affidare per l’ennesima volta il mio destino ai pedali della compagna di sempre,la bicicletta In bicicletta i bisogni si riducono al minimo e la possibilità di realizzarli aumenta Ho un insaziabile fame di visi nuovo, di nuovi profumi, diversi dai miei e dai vostri e dunque parto. Ho paura, fiducia in un destino migliore ed è al destino che affido la vita di dopo, quella che non conosco e che son certo che arriverà. Quanto possa durare questo spostamento in bicicletta non posso saperlo, sarà un giorno alla volta. Parto con la terapia. Mi sposterò fra il Piemonte la Liguria e la Lombardia, resto in zona per via dei rapporti che ho instaurato e per via delle analisi del sangue che mi legano all’ospedale. Parto alla ricerca di piccoli mondi sommersi da raccontare, terrò un diario che appena possibile metterò in rete. Nessuna fuga, nessun barbone, nessun disadattato, questa è l’ennesima storia di “Cervelli in fuga”. Registro per l’ennesima volta la sconfitta dell’intero sistema. Amerò le persone che incontro per due minuti o due ore come se fosse per tutta la vita e poi ripartirò. Se ho paura? Certo che si, la stessa che provo quando infilo la chiave nella toppa della serratura della mia casa, ed è per questo che la abbandono, che sfuggo.

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