IL DOMATORE DI DRAGHI

5 ottobre 2012

Accade sempre più spesso di ritrovarmi disancorato dalla realtà, fenomeno che con gli anni si manifesta sempre più subdolamente.

Approfitto di questi momenti di ancoraggio alla realtà per tentare, scrivendo di mettere a fuoco il meccanismo diabolico che mi disallinea portandomi così in una sorta di mondo parallelo sempre più spesso carico di paura.

Scrivo accompagnato dal dubbio sulla mia attuale ubicazione, potrei essere qui o dall’altra parte, oppure dall’altra parte col dubbio di essere qui. Oppure in transito da una realtà psichica all’altra. Non cerco la risposta adesso, so bene che non la troverò.

Uso le parole come una piattaforma a cui legarmi per il tempo più lungo che mi sarà possibile e restarci aggrappato nella speranza di averlo fatto nel mondo buono, quello privo di paura.

“ Dicono che la vicina di casa abbia appena partorito, sul fatto che fosse rimasta incinta l’avevo sentito dire anche dalla madre in una furibonda lite notturna con il compagno. Lo aveva affermato davanti ai poliziotti che erano intervenuti dopo che l’uomo aveva quasi demolito l’appartamento. Lui era stato allontanato dalla donna per diverso tempo finché poi con la coda fra le gambe era stato riaccolto in casa.

Lo vidi una sera entrare in cantina, venni poi a sapere che aveva ripulito la cantina.

La figlia la vedo tutti i giorni e mai col bambino in braccio, ha il seno piccolo che al massimo potrebbe contenere tre cucchiai di latte, non sento mai piangere un bambino, non vedo carrozzelle o pannolini nella borsa della spesa.

Chi era incinta e dov’è il bimbo?

Non possono essere stati così stupidi da averlo seppellito in cantina.

Mi sale l’ansia, camminino su e giù per la casa, mi siedo e mi rialzo continuamente.

E se suonano alla porta? Spengo la radio e cammino scalzo per non far rumore, spengo anche il cellulare e cerco di respirare lentamente.

Cazzo sono finito di nuovo dall’altra parte un’altra volta, devo trovare il modo di tornare indietro. Non ci sono bambini, non ci sono amanti che li uccidono, c’è solo una cantina ripulita e basta.

Riaccendo il cellulare, la radio e mi infilo le ciabatte, bene sono riuscito a tornare indietro pronto e con un filo di ansia a domare il prossimo Drago.Immagine

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