La notte di Penny

27 settembre 2012

Cosa ci fa un uomo qui nel pieno della notte e soprattutto perché sono uscita di casa.

Devo proseguire se mi fermo vuol dire che c’è qualcosa che non va, non devo avere paura, perché dovrei avere paura di essere sola nella notte con un uomo difronte che non conosco e che guarda nella mia direzione? Ecco adesso comincio ad avere paura, di quella vera. Devo scappare.

L’uomo prosegue lento nella mia direzione, potrebbe essere semplicemente un uomo che cammina, quel passo felpato però potrebbe nascondere un felino affamato di giovani anime a cui trafiggere e strappare i cuori a morsi, proprio oggi che volevo portalo a Penny, l’amica di sempre.

Tento un balzo per infilarmi nel vicolo e come in brutto sogno le gambe non rispondono, cerco di urlare, nulla, la paura mi ha mutato in  una statua di granito muto.

L’uomo avanza, non ho più paura, son morta ormai, pronta a consegnarmi al mio destino. L’uomo è arrivato, è davanti a me, lo vedo in faccia, non ho più paura, sono pronta.

Non si ferma, sorride e prosegue al mio fianco, sento i passi allontanarsi, il granito del mio corpo torna carne, il sangue scorre caldo fluido, il cuore vivo batte ancora un giorno per la mia dolce Penny.

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