Grisù

24 luglio 2012

Entrare in questa casa è stato sconvolgente come quando otto anni fa persi la mia finendo prima in dormitorio e poi via via sulla strada.
Non so cosa sia accaduto, eppure da alcuni giorni i Draghi che la animavano sono svaniti, gli stessi che in questi mesi mi hanno portato in strada nel pieno della notte, pieno di paura e lacrime.
Questa ora è la mia casa, riesco persino a dormire al pomeriggio. I pomodori seminati sul balcone crescono, i risotti son sempre più buoni e i vicini di casa non mi fanno più paura.

Esodato

23 luglio 2012

 

 

Il programma della ciclo officina itinerante di oggi è stata particolarmente ricco. Nel pomeriggio nel cortile di Lisa che conosco sin da quando era bambina, eravamo negli scaut, lei lupetta di nove anni e io giovane animatore diciassettenne, due giorni prima di entrare negli scaut mi arrestarono e poi rilasciato a piede libero per furto aggravato, avevo rubato un’automobile, che poi in questura risultò essere stata rubata precedentemente da un altro ladro, insomma non l’avevo rubata per primo quell’auto.

Quando scende nel cortile si presenta con un altro amico scaut, fantastico, altro che organizzare le cene ogni dieci anni. Riparazione durata oltre ogni limite consentito che si è trasformata in piacevole pomeriggio fra amici.

Poi la sera da un signore che visto il blog della ciclo officina decide di chiamarmi, mi chiede del libro se ho altri progetti editoriali. Accade spesso che quando un cliente passa dal blog e poi ti trova in strada con la borsa degli attrezzi, che tu sia già conosciuto, a volte è anche imbarazzante perchè magari parto con il promo un po marchettaro dei mie libri o delle mie “mprese” e vengo subito zittito con un “ Si si ho letto “ Oppure “ Ho visto il suo blog ed ho pensato che avrei voluto far riparare la bicicletta da lei. Perchè cercarne un’altro, lei mi sembra che abbia anche un modo nuovo di fare il ciclista”

Le riparazioni con il cliente presente sono sempre impegnative perchè mentre ripari la bici devi anche spendere delle parole, i clienti fanno domande sulla meccanica, sulla tua vita e le ragioni che mi hanno portato a fare certe scelte piuttosto che altre.

Spesso passo io a fare domande, alcuni clienti sono davvero interessanti c’è qualcosa in questi che ti fa venir voglia di conoscerli meglio e così gli chiedo: “ lei che lavoro fa, è in pensione “

No, sono un’ esodato, dovrei andare in pensione fra qualche anno e non so quanto prenderò “

Mi fermo e alzo lo sguardo, lui con gli occhi rassegnati inclina leggermente la testa.

E’ stato come sentire una legnata nell’aria ascoltare un uomo di sessantadue anni ritrovarsi miseramente definito, anche da se stesso nella parola esodato. Quarant’anni di lavoro e una squalifica da esodato.

La cantina

14 luglio 2012

Da alcuni giorni il condominio è in subbuglio, si è venuto a sapere che la famiglia rumena del secondo piano, la sera tardi e la notte scende nelle cantine a caricare i cellulari o a tagliarsi i capelli con il rasoio elettrico.
Subito si è attivata la battaglia per la legalità: comunicazione all’amministratore, sostituzione della chiave che ovviamente verrà negata alla famiglia responsabile del crimine.
Vengo poi a sapere che in casa non hanno la luce per via di una vecchia bolletta non pagata.
Quando nel tardo pomeriggio rientro trovo un biglietto sulla porta di una delle due facenti custode del palazzo, che mi invita a ritirare la nuova chiave previo versamento di due euro. Busso alla sua porta, i rapporti sono sempre stati cordiali e con la consueta cordialità cerco di parlarle di comprensione, compassione per quella famiglia che vive in miseria, la sua risposta è stata “ Anche io sono povera, le regole vanno rispettate. Io se vado al loro paese non faccio come voglio io e anche loro al nostro paese devono rispettare le regole”
Mi porge la nuova chiave della cantina e le dico: “No a questo punto non la voglio neanche io”.
Vengo assalito da un senso di rabbia e indignazione e tornando in stanza trattengo le lacrime, e decido che a breve metterò una presa di corrente sulla porta esterna del mio appartamento con una seggiolina per sedersi.
Torno dalla sedicente portinaia e le comunico la decisione con tono fermo e cortese aggiungendo “ Che nessuno si spaventi, sono miei ospiti”
Non sapendo quale potesse essere la reazione della famiglia rumena busso anche alla loro porta. Apre una ragazza di circa vent’anni, mi presento e la invito alla mia porta a caricare il telefono qualora ne avessero bisogno.
Sorride sorpresa “ Grazie lei è molto gentile, grazie”
Le rispondo “ Nessun grazie, è così che si fa. Si fa così”
Poi torno in stanza e piango.

Raffa

11 luglio 2012

Immagine

La grande coperta ha oscurato il sole da diverse ore, qui è notte. Il mattino si prepara con lentezza.
Questo è il momento per noi, per me che ti ritrovo bella in bicicletta come allora, il ricordo in queste ore si fa carne come nel giorno del nostro primo bacio. Il mattino si avvicina, il sonno mi vuole per se, che come una cattiva compagna mi porta lentamente lontano da te.
Fatico a fermare le tue labbra, Raffaella vorrei sapere dove sei adesso. Vorrei venire a rubarti in bicicletta. Vorrei ma non ti trovo.
Il sonno mi deruba e sento che ti sto perdendo.