Martina ( Secondo episodio)

2 giugno 2012

Nella nuova casa Martina ha preso circa cinque chili di ciccetta in un mese, accudita, curata, agli arresti domiciliari in un luogo protetto che ha visto transitare negli anni quintali di carne strappata, deflorata.

In questo luogo la giustizia degli uomini ha già espresso il suo verdetto, mentre quello della giustizia ordinaria la imprigiona gentilmente in attesa del processo.

Con il grasso arrivano i ricordi a cui si accompagnano lentamente e faticosamente le parole.

Dottoressa, sarei potuta andare via in qualsiasi momento, non ero legata o rinchiusa, sono rimasta perché volevo rimanere con lui, la mia vita erano la ginnastica, la palestra e il mio insegnante, il mio Mister, avrei voluto continuare ad amarlo,sarebbe bastato poco. Io volevo solo mangiare, non sempre, almeno una volta al giorno, ma il mister mi voleva magra, perfetta, leggera. Diceva che per raggiungere i risultati nelle gare avrei dovuto allenarmi e tenermi leggera. Spesso durante gli allenamenti cadevo in terra, potevo bere un bicchiere di te ogni due ore, per il resto solo acqua, vitamine e una minestra senza pane la sera. Diceva che per gli europei avrei dovuto arrivare preparata, leggera. Leggera, leggera, lo diceva sempre ed io alla fine gli ho creduto. Abbiamo organizzato il sequestro per poter lavorare meglio, diceva che dovevamo liberarci delle distrazioni e così sono andata a casa sua, avevo una stanza nascosta dietro un armadio, spostavo i cappotti, spingevo, così quando arrivava qualcuno scomparivo per un po di tempo.

Martina, che fine anno fatto gli incisivi, come li hai persi”?

E’ stata tutta colpa mia dottoressa. Una sera sono uscita dall’armadio per andare in cucina, avevo fame, volevo solo della coccolata che il Mister teneva nel cassetto del tavolo della cucina. Ho sbagliato non avrei dovuto. Il mattino dopo, mentre dormivo il Mister entrò in stanza, sentii solo un gran dolore alla schiena e poi botte, botte dappertutto, caddi in terra e con un calcio mi entrò in bocca, ecco come ho perso i denti. In quel momento lo amavo ancora e pensai che avrei dovuto cercare di essere “leggera” se non volevo perderlo. La prima volta è successo negli spogliatoi, le altre ragazze erano già uscite, il Mister entrò sorridendo, io ero li da poco e vederlo sorridere solo per me mi faceva contenta, era dolce con me, anche se io non capivo bene che cosa mi stava facendo, un po ero persa e un po ero contenta, poi ho capito.

Lo faceva anche dopo le gare, solo una volta mi aveva preso prima di una gara, arrivai undicesima e dopo quella volta, prima di una gara non mi aveva più presa.

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