Martina (Primo episodio)

1 giugno 2012

Martina Alioska strangola la figlia in ospedale subito dopo il parto.

La notizia sconvolge la Polonia e fa il giro del mondo.

Sedici anni, promessa della ginnastica mondiale, Martina era scomparsa otto mesi prima, per ricomparire sul piazzale dell’ospedale solo poche ore prima.

Lo strangolamento della neonata fa dimenticare al paese della sua improvvisa scomparsa per cui tutto il paese si era mosso otto mesi prima. Di lei si erano perse tracce nel tragitto dalla palestra di ginnastica, in cui quotidianamente si recava per gli allenamenti,alla fermata del bus che avrebbe dovuto riportarla a casa.

Matricida, scomparsa per la vergogna di una gravidanza precoce, questo è quello che pensa il paese e forse il mondo che leggendo la sua storia sui giornali, la condanna.

Dov’è il Mister, dov’è il mio amore”?

Il piantone la guarda disgustato

Quale Mister? Puttana”

Il papà della bambina, ditegli che ho salvato nostra figlia, lo deve sapere”

Martina pesa meno di trenta chili, quando l’hanno raccolta nel piazzale dell’ospedale sembrava un insetto caduto da chissà quale pianeta, quell’enorme pancione su un corpo di ossa la facevano apparire come inumana, irreale, mostruosa.

Capelli rossi, lunghi, pelle bianca, trasparente, zigomi sporgenti e due occhi enormi, gravidi, sofferenti e lucidi che nascondono una storia difficile da immaginare per le persone che si susseguono nella stanza: medici, infermieri, poliziotti, parenti.

Legata al letto per evitare che si faccia del male, sedata Martina guarda l’aria, parlotta, alterna qualche sorriso alle lacrime e dorme per giorni e giorni nella sua galera d’ospedale.

Dormire per morire un poco, per dimenticare, dormire per non essere più nulla in nessun posto.

I giornali rimbalzano la notizia che l’allenatore della squadra

polacca di ginnastica artistica è stato arrestato per stupro e sequestro di persona ai danni di Martina Alioska.


Una Risposta to “Martina (Primo episodio)”

  1. sara Says:

    grazie STefano, una storia bellissima, commovente, che ti ringrazio di cuore di aver raccontato


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