Ruote e damigiane

3 marzo 2012

-Buon giorno, parlo con il signore che aggiustta le biciclette?-
-Si signora sono io-
– Bene, mi ascolti. Avrei da riparare la mia bicicletta, credo abbia le ruote un po storte e fa un rumore terribile, quando potrebbe venire a ripararla?-
-Quando vuole signora, mi dia l’indirizzo e sono da lei fra un paio d’ore-
– Eccole l’indirizzo, ha da seegnare?-
– Certo signora-
– Bene, via di casa casa mia numero 3. Segnato?-
-Certo signora-
– Bene allora signor ciclista, l’aspetto e mi raccomando non mi faccia solo perder tempo che ho mille cose da sbrigare che non le dico-
-Certo signora ci vediamo da lei fra due ore-
Quando arrivo la signora mi aspetta davanti al portone, sono puntuale, lei deve essere li già da alcuni minuti e dal modo in cui stropiccia il portafoglio sembra che io sia in ritardo. Una signora corpulente per non dire grassa accompagnata da una bimba di circa otto anni che però pesa come una ragazza di vent’anni.
Il clima non è dei migliori, io ho tre euro in tasca e dunque sorrido.
La piccola indossatrice di damigiane stringe le labbra aggrottta le cicglia e rivolgendosi alla madre dice – Mamma chi è questo signore-
Gli darei volentieri un pestone sul naso a questo scricciolo adiposo ma continuo ad avere sempre solo tre euro nella tasca e dunque continuo a sorridere. Clienti così di merda fortunatamente non se ne incontrano quasi mai.
– Senta signor ciclista io questa bicicletta l’ho pagata trenta euro e non intendo spenderne altri trenta, cosa mi dice? Mio marito sapeva riparare le biciclettte ma poi se ne andato quando la bimba aveva otto mesi. Senta allora?-
Che due cogliani! La ruota posteriore ha quattro raggi rotti, quella nteriore due, il movimento centrale è da serrare così come sono da serrare i coni di entrambe le ruote. Un lavoro da quaranta euro, ma dato che non intendo continuare la giornata con tre euro in tasca le faccio una proposta che non puuò rifiutare.
– Sono venticinque euro signora. Il lavoro è impegnativo-
– Ma io la compro con quaranta euro a Porta Palezzo. Facciamo quindici euro-
Ho appena perso la pazienza, sento che potrei dare il peggio di me ee nella certezza che concluderò la mia giornata con tre euro in tasca le rispondo.
– No guadi facciomo che lei mi da dieci euro e si fa riparare la bicicletta da qualcun’altro-

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