Compleannoso

16 febbraio 2012

Scrosto il mio tempo con le punte degli scarponi, razzolo sulla mia storia col sole in faccia che promette tempi migliori. Un inverno faticoso esattamente come tutti quelli passati, dunque nulla di nuovo e nulla di cui lagnarsi. Un inverno fatto di strada, dormitori, magazzini, case di amici, di caffè da trenta centesimi in biblioteca dove finalmente trovo la strada per il mio primo romanzo. Questo è l’ottavo anno che vivo in quest’incertezza ormai certa, che non pare spaventarmi più di tanto rispetto alla vita precedente che mi appare sempre più lontana. In questa dimensione trovo tuttavia tracce di normalità e “Sanezza” che mi confermano che la vita è ovunque tu riesca a portarla. Dopo questo inverno sarò invincibile e questo un poco mi spaventa, perchè mi chiedo se ce la farò, se trovero il modo, la fantasia la determinazione per continuare a cercarmi e dunque non perdermi. Il sole che mi batte in faccia sembra fiducioso, mi scalda. Che sia la mano di… No Dio non esiste oppure è talmente discreto da lasciare a me il merito della questione.

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