Tracce dal prossimo libro

31 dicembre 2011

IL CICLISTA SENZA PAESAGGIO 

Il secondo tabaccaio è chiuso, Bar aperti per un caffè solo uno su cinque, probabilmente è festa.

” Faccio io un salto in stazione a penderti le sigarette”

” Stefano sei sicuro, hai voglia ” ?

” Tranquillo Claudio, due minuti e sono qui “

Al ritorno lo vedo seduto sotto i portici di Porta Nuova seduto in terra con la schiena appoggiata alla serranda del Bar, occhiali da sole e la Ledy accucciata, docile e disciplinata, piazzata a semi cerchio davanti al suo nuovo padrone.

La Ledy indossa una pettorina di cuoio con su entrambi i lati una croce di color rosso ed una sorta di manubrio che Claudio afferra per farsi “Guidare”

In quel punto normalmente stazionano gli elemosinanti, i passanti rallentano, non capiscono bene cosa ci faccia quell’uomo, cosa stia aspettando. In quel momento sono l’unico a sapere che il Cieco è Claudio Costa:

Nell’88 alle Paraolimpiadi di Seul ha vinto due medaglie in atletica, l’argento negli 800 e il bronzo nei 400. Nell’89 agli Europei a Zurigo vince il bronzo negli 800 e nell’edizione ’90 ad Assen tre argenti, nei 400 e nelle due staffette. Nel ’92 alle Paraolimpiadi di Barcellona ha vinto il bronzo nella 4×400, quindi dal ’94 ha iniziato a praticare il ciclismo e nel ’96 ha vinto ad Atlanta due ori con altrettanti record mondiali, inoltre si classifica quinto nei 60 km. su strada. Nel ’97 è campione italiano su strada a cronometro e campione d’Italia duathlon che comprendere la corsa ed il tandem. Nel ’98 guadagna l’argento a Colorado Springs, Mondiali di ciclismo, nel tandem misto velocità. Partecipa poi alle Paraolimpiadi di Sydney, vincendo il bronzo sempre nel tandem misto velocità. Ha vinto in passato diversi titoli italiani nell’atletica ed è stato primatista di record nei 100, 200, 400 e 800.

Un ragazzo di quarantotto anni, ciclista senza paesaggio che quando ti parla ti guarda in faccia diritto negli occhi, dopo pochi minuti dimentichi che sia cieco.

” Eccomi Claudio, ecco le sigarette, prendi il resto “

” Tienilo Stefano, pagaci il caffè “

Ci siamo incontrati due ore prima e di lui non sapevo nulla solo sino a ieri, dovrei scrive un libro sulla sua storia di bambino, ragazzo, uomo, olimpionico, commissionatomi dal comitato italiano sport invernali paraolimpici.

Ho accettato subito  la proposta, non posso stare lontano dalla scrittura e dalla bicicletta. All’inizio dell’incontro gli ho  parlato della mia vita, della casa bicicletta, del mio libro e non tanto altro di più.

Gli parlo del progetto del libro, ascolta e poi comincia parlare, cerca di capire cosa io voglia sapere, parte a descrivermi le funzioni del suo cellulare per non vedenti, ne approfitta per farmi vedere come si salvano i numeri nella rubrica, ad ogni tasto parte una voce metallica che ti dice esattamente quello che stai facendo, e così ne approfitta per salvare il mio numero.

In tanti anni deve aver capito  quello che interessa alla gente, come colpirla con effetti speciali che  la tecnologia negli ultimi vent’anni a prodotto per le disabilità di tutti i generi. Io non sono qui  per essere aggiornato sulla domotica e sulla tecnologia diversamente abile, vorrei che mi descrivesse i colori e la luce del buio assoluto.

NB questo è solo un piccolo assaggio del libro che sto preparando e che con tutta probabilità uscirà dopo le olimpiadi di Londra del 2012

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14 dicembre 2011

A breve i contenuti del veccho blog di splinder saranno visibili in questo blog