Amarti

30 giugno 2011

Amarti mi scuote le ossa, mi solleva dalla fame, mi condisce di alcool. Amarti mi deruba della possibilità di amarti gioiosamente. Avrei voluto amarti tanto. quel tanto giusto e non quel tanto troppo da travolgermi e lasciare solo graffi profondi sulle ossa.

Ciao signora Giovanna

28 giugno 2011

Ciao Mamma. grazie di essere morta, anche e soprattutto per te, povera fiammiferai. La vita ci ha persi. Prima te e poi me, cagato su un lenzuolo di ospedale. Il resto lo hanno fatto il respiro e il battito cardiaco e il tempo che non ci siamo scelti. Vorrei ancora vederti cucinare di spalle con quel culo grosso e la cenere della sigaretta cadere nel ragù.
Dai mamma che prima o poi arrivo.

Radio 3

27 giugno 2011

Clicca sulla foto per ascoltare l'intervista su Radio 3

Podcast Fahrenheit

nina FB

Costa a Costa

25 giugno 2011

costa racchettaIl secondo tabaccaio è chiuso, Bar aperti per un caffè solo uno su cinque, probabilmente è festa.
" Faccio io un salto in stazione a penderti le sigarette"
" Stefano sei sicuro, hai voglia " ?
" Tranquillo Claudio, due minuti e sono qui "
Al ritorno lo vedo seduto sotto i portici di Porta Nuova seduto in terra con la schiena appoggiata alla serranda del Bar, occhiali da sole e la Ledy accucciata, docile e disciplinata, piazzata a semi cerchio davanti al suo nuovo padrone.
La Ledy indossa una pettorina di cuoio con su entrambi i lati una croce di color rosso ed una sorta di manubrio che Claudio afferra per farsi "Guidare"
In quel punto normalmente stazionano gli elemosinanti, i passanti rallentano, non capiscono bene cosa ci faccia quell'uomo, cosa stia aspettando. In quel momento sono l'unico a sapere che il Cieco è Claudio Costa: 
Nell’88 alle Paraolimpiadi di Seul ha vinto due medaglie in atletica, l’argento negli 800 e il bronzo nei 400. Nell’89 agli Europei a Zurigo vince il bronzo negli 800 e nell’edizione ’90 ad Assen tre argenti, nei 400 e nelle due staffette. Nel ’92 alle Paraolimpiadi di Barcellona ha vinto il bronzo nella 4×400, quindi dal ’94 ha iniziato a praticare il ciclismo e nel ’96 ha vinto ad Atlanta due ori con altrettanti record mondiali, inoltre si classifica quinto nei 60 km. su strada. Nel ’97 è campione italiano su strada a cronometro e campione d’Italia duathlon che comprendere la corsa ed il tandem. Nel ’98 guadagna l’argento a Colorado Springs, Mondiali di ciclismo, nel tandem misto velocità. Partecipa poi alle Paraolimpiadi di Sydney, vincendo il bronzo sempre nel tandem misto velocità. Ha vinto in passato diversi titoli italiani nell’atletica ed è stato primatista di record nei 100, 200, 400 e 800.
Un ragazzo di quarantotto anni, ciclista senza paesaggio che quando ti parla ti guarda in faccia, dopo pochi minuti dimentichi che sia cieco.
" Eccomi Claudio, ecco le sigarette, prendi il resto "
" Tienilo Stefano, pagaci il caffè "
Ci siamo incontrati due ore prima e di lui non sapevo nulla solo sino a ieri, dovrei scrive un libro sulla sua storia di bambino, ragazzo, uomo, olimpionico, commissionatomi dal comitato italiano sport invernali paraolimpici.
Ho accettato subito  la proposta, non posso stare lontano dalla scrittura e dalla bicicletta. All'inizio dell'incontro gli ho  parlato della mia vita, della casa bicicletta, del mio libro e non tanto altro di più.
Gli parlo del progetto del libro, ascolta e poi comincia parlare, cerca di capire cosa io voglia sapere, parte a descrivermi le funzioni del suo cellulare per non vedenti, ne approfitta per farmi vedere come si salvano i numeri nella rubrica, ad ogni tasto parte una voce metallica che ti dice esattamente quello che stai facendo, e così ne approfitta per salvare il mio numero.
In tanti anni deve aver capito che quello che interessa alla gente, come colpirla con effetti speciali che  la tecnologia negli ultimi vent'anni a prodotto per le disabilità di tutti i generi. Io non sono qui  per essere aggiornato sulla domotica e sulla tecnologia diversamente abile, vorrei che mi descrivesse i colori e la luce del buio assoluto.

NENA

23 giugno 2011

Nena
Giornata di bicicletta trainata a mano, di mal di schiena, immerso nel caos cittadino intento a non farmi inghiottire dalla frenesia che mi circonda e che quasi mi rimprovera per il mio passo lento.
" Ciao, tu sei Alkoliker! Ciao " !
Percepisco una sorta di corto circuito, nel copione di oggi non era previsto questo personaggio. Resto bloccato, un attimo dopo le afferro entrambe le mani, le entro negli occhi, lei è entrata nei miei solo un attimo prima.
" Sul treno verò? Ci siamo conosciuti sul treno "?
" No, un mio amico mi ha mandato un tuo video da Youyube, tu avevi una giacca arancione "
Ho la conferma che si tratta di una donna bellissima, occhi azzurri, forse verdi, forse celesti, oppure tutti insieme, la pelle del viso come le pagine di un libro sfogliato mille volte, un libro letto, amato, abbandonato, un libro messo in uno zaino che ha viaggiato a piedi, sui treni, nelle coriere, in qualche vecchio furgone scassato alimentato con olio di colza.
Ok rivediamo un attimo il copione di questa storia, per oggi direi che questo è il personaggio principale: una bella donna con il guardaroba nel bosco che la domenica mattina fa colazione con gli Elfi.
" Io sono Nena "
Ondeggia sui fianchi, sorride, è contenta, fa un mezzo passo indietro e mi saluta:
" Ciao ci vediamo in giro " 
Con il braccio fa due cerchi nell'aria e scompare.
Cerco di fermarla ma è come infilare il braccio in una nuvola.

 

 

concorso+letterarioGiornata intensa, mi viene da dire che la realtà quando ci si mette gliela da in culo alla narrativa.

Pomeriggio di sabato in via Po a Torino, un po teso come tutte le volte che devo stendere il materassino di spugna su cui appoggiare i libri da vendere.
Sempre lo stesso sempre il mio. Ho solo qualche euro in tasca e una discreta dose di pessimismo che mi fanno pensare che sarà un pomeriggio del cazzo, senza incasso.
“ Buon giorno, ho letto un articolo su Famiglia Cristiana, complimenti. Lo dedichi A Paola, ha sedici anni. Tenga il resto!.
Cacchi venti euro, potrei anche chiudere il negozio. L’umore è in piena risalita.
“ Tu viaggi vero”? Mi volto verso un bel faccione sorridente, levigato da femminiello che mi ricorda tantissimo “ Il vizietto “, il film con Ugo Tognazi.
Dovrebbe avere diciotto  vent’anni, frocissima.Gli sculettano persino i muscoli della faccia. Movenze e talento da Frocia ballerina, gli scodinzola anche il buco del culo!
Pochi attimi per raccontarmi di come sia bravo e capace a prenderlo in bocca, a fare i pompini. “ Sono più bravo di una donna sai”!
Poi abbassa lo sguardo per tentare una timidezza che serve solo a non farlo apparire come uno spudorato puttanone.
“ E poi io non l’ho ancora preso sai “ ?
Peso “ Si certo, non lo avrai preso in posta elettronica, per il resto ti sarai fatto schiacciare anche i brufoli”. Nonostante l’impegno profuso per farselo mettere in bocca, lo trovo noioso e per nulla seduttivo, una macchietta ridicola e penosa. Lo liquido con poche parole, così riprende la sua strada in cerca di uomini di mezza età che gli mettano in bocca ciucciotti e leccalecca da consumare ardentemente, così via sino al prossimo chioschetto di caramelle.
“ Credo di aver letto di lei sull giornale la Stampa. Complimenti tenga pure il resto”.
Azz altri venti euro, ancora un paio di colpi come questo e ci scappa il massaggio dalle cinesi.
Dopo mezzora smonto la libreria itinerante, devo caricare il telefono e controllare posta.
Direzione Sassi San Mauro torinese, finalmente riesco a leggerla.
Mittente: Bar Franco
Oggetto: Libri
“ Abbiamo finito i tuoi libri, se passi portane altri “ Altri sessanta euro, di questo passo la massaggiatrice la noleggio per due giorni.
Sono le sei del pomeriggio, orario oltre il quale mi concedo di assumere alcol. STAPP, STAPP, STAPP
Bene! Se rinasco voglio rinasce ubriaco.
Voglio un tavolo con la tovaglia e il tovagliolo di stoffa, due bicchieri, uno per il vino e l’altro per l’acqua, una pizza mezza porca, con salsiccia rucola e olio piccante. Chiamo un albergo non distante, cinquanta euro a notte, se ci vado mi salta il massaggio.
Prima di arrivare in albergo vedo lampeggiare in una vetrina una scritta con gli occhi a mandorla: “Aperto” Vorrà dire che dormo sulla riva del PO.
Cacchio stavo dimenticando di scrivere del Teorema.
Nel pomeriggio prima di arrivare a San Mauro Torinese sul lungo stradone vedo una macchina accostare frettolosamente, scende un signore che mi cattura con un gran sorriso, braccia. E’ chiaro che sta salutando me, non credo di conoscerlo, ultimamente ho conosciuto un mondo di persone. Mi affianco con la bici, lui continua a sorridere con modi cortesi da cattolico praticante. “ Sei tu?Sei un grande! Ti ho letto su Famiglia cristiana” E giù venti euro per una copia del libro. Senza resto.
“ Io sono Euclide, come il teorema,grazie, la tua storia dovrebbe essere letta da tutti”
Non erano ancora le sei del pomeriggio e non avevo ancora bevuto la mia prima birra. L’ho abbracciato e sono scappato da quel frammento irreale di realtà, che sembrava davvero metterlo in culo alla narrativa.

Giorni Bastardi

7 giugno 2011


Mezza-panoramicaPer uno che non ama farsi la doccia questa pioggia risulta un'autentico castigo. Il colpo della strega non mi abbandona, dalla zona lombare è salito fin su nella schiena. se sale encora un po gli strappo la testa a morsi.

E poi le pareti di questa casa, enorme, non mia. Mi ammalano i muri, se solo potessi ripartire, cazzo.

Domani vado a Sesto Calende a prendere la bicicletta del nuovo sponsor, questa volta riparto senza carrello, mi imprigrisce il carrello aumenta lo spazio da trasportare e al tempo stesso  va a farsi  fottere il concetto di essenzialità, più spazio ti porti dietro e maggiore è la possibilità di riempirlo di cose inutili. Abbandono il PC a favore di un cellulare tecnologico che però mi ha decimato la pensione, speriamo di vendere il libri lungo le ciclabili, magari ci scappa anche  un maggaggio tailandese con volata finale.

Sono ridotto come un colombo fradicio, come un gatto malato che passa le giornate sul  divano  con gli occhi a mezzasta, birra, qualche filmetto sconcio per adulti, adulteri e affini. Sigarette arrotolate mal fumate, un'inchistro avvelenato sullo schermo e solo la voglia che mi passi tutto, anche quello che deve ancora accadere.

Abituato a viaggiare, quando mi fermo comincio a passeggiare nei labirinti della follia, un po mi piace, non abbastaza da volerci restare.

Conto i minuti, le ore che mi separano da queste pareti. Domaniun pochino rinascerò con la mia nuova Poderosa.

ENZA

6 giugno 2011

EPSN2492n
Enza
Due passi in centro oggi a Torino con un libro in mano, sempre il mio ovviamente, se non altro per capire quanto e dove l'editore abbia messo le mani. Cazzo sono presissimo, questo figlio di puttana scrive veramente bene. 
Incrocio una ragazza con un'altro libro in mano, bella non lo sò! Mi basta l'idea di poterla inchiodare con uno statagemma qualsiasi e poi… Si insomma lasciamo stare. Intanto la doccia di maggio l'ho fatta il primo del mese e oggi siamo al sei, per cui sono abbastanza sicuro di me, un po di puzza di maschio carognoso non guasta se trovi la carognetta zozzarella come te.
Io vorrei solo fottere. 
La incrocio, la supero e dopo alcuni metri mi volto. Si è voltata anche lei. Cazzo mi ha beccato. No no, potrei averla beccata anche io, le sorrido, sorride anche lei, insomma ci sorridiamo, e in quel sorridere rallentiamo i passi. Lentamente, ci fermiamo.
Non ho ancora capito quanto sia carina, però si è fermata! E adesso? Nulla non devo pensare, ogni volta che penso facccio casini.
Mi dico "Continua a sorridere Stefano". Lei mi è di supporto perchè sorride con immobilità sorridente.
Abbassa la testa lentamente ed accenna un mezzo passo, quel tanto da darmi il coraggio di farne due verso di lei. La fotterei adesso ma è meglio rallentare, potrebbe allarmarsi e scappare. 
Alzo le mani all'altezza delle orecchie in segno di resa, abbasso lo sguardo ed a quel punto lei colma i passi che si separano.
" Mi ero accorto che stavi legendo e allora, si mi ha colpito la cosa"
" Io sono Enza, non vivo qui ci lavoro l'estate per fare due soldi. Sai com'è"?
Non che non lo so, non lavoro da una vita! però abbozzo. " Si certo, capisco".
" Scusa Enza se sono indicreto, cosa stavi leggendo quando ci siamo conosciuti"
" Le ricette di Suor Cecilia. Faccio l'aiuto cuoca in un albergo e vorrei imparare cose nuove".
Ed io " Non si smette mai di imparare"
Una vocina dentro di me me urla " Che cagata bestiale che hai detto Stefano"
" Come sei saggio. Scusa come ti chiami? Sai io per i nomi non ci sono tanto portata"
" Mi chiamo stefano"
" Si Stefano sei un saggio. Davvero lo dico sai"!
Bene stasera si fotte.
" Tu Stefano cosa fai nella vita "
" Sai… ho appena pubblicato un libro di viaggio, l'ho anche presentato  al salone del libro di Torino e da alcuni giorni è in tutte le librerie"
" Bello, ma dai! Quello che c'e a Porta Palazzo" ?
" Non proprio, quello di Porta Palazzo è il mercato delle pulci. Il più grande del Piemonte, io stavo parlando del secondo salone internazionale del libro al mondo"!
Questa va in giro col il libro di ricette di Suor Cecilia e non sa neppure dell'esistenza del salone del libro. Se fossi un vigile, ma anche un metroneotte in bicicletta le toglierei subito venti punti  dalla terza media, e d'ufficio anche il ritiro della patente.
Si ma io vorrei solo forrere, fotterla anche senza titolo di studio e con entrambe le gomme della bicicletta sgonfie o bucate.
" Sai Enza mi hanno sempre affascinato le persone che leggono libri pratici come il tuo, la gente ormai sta su internet, si innamora o fa amicizia sulla rete. Sono rimaste poche le persone vere che si possono incontrare per strada".
" Non vorrei sembrare strana, ma che ne dici di andare in albergo dove lavoro a berci una birra e continuare a parlare un pochetto? Oggi sono di riposo, anche se sti stronzi mi fanno cominciare a lavorare domani mattina alle sette. Dovrei solo fare il pomeriggio e la sera ma quando sto di riposo il giorno dopo mi spellano come un'anguilla."
" Io faccio lo scrittore, non capisco molto di anguille anche se credo di aver capito. Si certo, figurati mi farebbe piacere, anche se non bevo alcolici accetto volentieri una birra"
Stasera si fotte, cazzo!
" Stefano è questo il libro che hai scritto"?
Finalmente siamo in albergo, nelle stanze della servitù.
" Si è un diario di viaggio. Tu piuttosto come stai Enza ? Tranquilla"?
"Si certo, figurati, non capita mica tutti i giorni di avere uno scritto in casa?
Bene stasera si straffotte!
Enza si siede sulla poltrona comincia a leggere, si ferma un attimo come se stesse inghiottendo un pezzo di mela troppo grosso, mi guarda in viso con occhi neutri e ricomincia a leggere.
Legge, ogni tanto alza lo sgurdo verso di me e poi riprende a leggere. 
Io mi ero abituato a quelle parole, forse le avevo anche un pochino dimenticate e nel silenzio di una stanza qualsiasi di una città conosciuta insieme a lei ricomincio a rileggere nella mia mente le mie parole, distese sulle pagine di un libro.
Mi è passata la voglia di fottere, di fottere Enza.
Sognato da Stefano

Clicca sulla foto per sfogliare una parte del libro e poi decidere se andare in libreria.
Io il libro l'ho letto e mi è piaciuto una sacco, non basta csriverlo, deve anche piacerti.

cop via della casa for web