Rottofreno. La panchina

26 aprile 2011

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  • Prego accomodatevi, ha me basta un pezzettino di panchina”.

  • Grazie ragazzo, lei è la mia amica Rosi e io mi chiamo Bruna. Ho visto che il Maserati le ha fatto l'intervista”?

  • Si, mi ha chiesto da dove arrivo e dove vado”.

  • Lui, il Maserati era il ciclista del paese. Ha chiuso il negozio per andare in pensione, ma lavora ancora nel garage”.

    Il sole del pomeriggio è il miogliore per abbronzarsi e le due signore in età fra i settantacinque e gli ottantacinque anni, son rivolte verso il sole con gli occhi chiusi, immobili, e parlano.

  • Si il ciclista mi ha raccontato che continua a lavorare. Credo che dopo tanti anni di passione sia difficile abbandonare il lavoro. Che ne pensa Bruna”?

  • Passione dice? Ma si fa pagare sa”?

    Si volta un attimo verso di me apre gli occhi un istante e poi torna al suo sole, come a voler dire: “Io non so nulla e non ho visto nulla”

  • E dove dorme giovanotto”?

  • In giro, un po dove capita”

  • Giovanotto, e non ha paura dei Beduini”?

  • Prego signora Bruna? Non capisco”.

  • Ma si gli exstra cosi Lì! Rosi come che li chiama i Beduini il telegiornale”?

  • Exstracomunitari”

  • Ecco gli exstra quella roba lì. Non ha paura? Brutta gente mi dia retta, hanno rubato il lavoro ai nostri figli e ci hanno partato ache delle brutte malattie. Come quell'ultima che va di moda adesso: l'AIAX. Insomma Rosi come si dice”?

  • AIDS “

  • Ma se le succede qualcosa la notte come fa?

  • Ho il cellulare”.

  • E se glie lo rubano ”?

    Un lungo silenzio, e mentre le signore si rosolano al sole, io mi faccio una sigaretta. Dopo un po la Bruna si ricompone.

  • Guardale li ste Beduine, son sempre al parco co sti delinquenti di bambini, peggio degli zingari, ma ce l'hanno una casa? Maleducate, son tutte maleducate, sempre con quel mantello sulla faccia. Non è mica modo! Io se vado a casa degli altri non mi vesto mica da carnevale”!

    La Rosi resta immobile con le palpebre abbassate per non perdere neppure un attimo di sole e dice:

  • Bruna ! Che ti sei messa l'adesivo alla dentiera stamattina che non smetti più di parlare?

    Dai mò! Che a furia di parlare ti viene l'abbronzatura a Macchie”

    Bruna, un poirritata si alza per gettare una cartaccia presa dalla borsetta e si allontana di qualche metro, la Rosi si volta verso di me e dice:

  • Quando le dico così si abbuia e smette di parlare. Per un po”. Strizza l'occhio e torna ad abbronzarsi.

    Qualche istante dopo siamo tutti seduti alla panchina, io a fumare una sigaretta, loro sembra che attendano di essere fucilate. Mi sembra di stare a teatro, se divento ricco mi compro un teatro e lo piazzo intorno alla panchia.

    Decido di rompere il silenzio, sono troppo divertito dalla situazione e non sentirle parlare mi sembra uno spreco e dico.

  • Il signor Ferrari mi ha detto che nonostante la sua età continua ad andare in biclicletta quasi tutte le settimane e che uno dei suoi sogni sarebbe quello di viaggiare in bicicletta”.

    Rosi esclama: “ Ma il Ferrari non va mica in bicicletta”.

  • Bruna: “ Staì mò zitta che ci andiamo tutti in bicicletta”:

    In un attimo mi rendo conto di aver confuso Maserati con Ferrari, e che la signora Bruna per sollevarmi dall'eventuale imbarazzo ha trasformato il Ferrari, che realmente vive in paese in un appassionato cicloturista. Potrebbe essere un negoziante o un coltivatore, che in questa bizzarra conversazione si è trasformato in uno sportivo appassionato. L'espediente della signora Bruna consente se non altro di continuare la conversazione animata e sempre più al limite della commedia. La signora Rosi prende la parola:

  • A proposito del Maserati, uno dei fratelli faceva il corridore e anni fa ha fatto due giri d'Italia, andavano tutti in bicicletta in quella famiglia. Una delle cogmate ancora adesso va tutte le mattine al paese vicino a fare la spesa. Tre chilomentri ad andare e tre a tornare. Erano in cinque Fratelli i maserati, uno poi si è ammazzato due anni fa, è entato in bicicletta nel sottopassaggio appena fuori dal paese e una macchina lo ha preso da davanti. Si ma sono rimasti in quattro.

  • Bruna: “Ma che dici? Cosa vuol dire?

    Nel frattempo il Maserati meccanico ciclista e fratello del sindaco si avvicina, mi volto verso di lui e vedo che mi ha portato una bomboletta di lubrificante per la catena della bici.

  • Ecco olia la catena ogni trecento chilomentri, e appena esce il tuo libro vado a comperarlo. Buon viaggio”

    Quando mi volto le due signore sono svanite, la panchina è vuota e mi viene il sospetto di aver sognato tutto, poi volto e vedo il Maserati attraversare la strada che con un cenno della mano mi fa ancora un ultimo saluto.

     

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Una Risposta to “Rottofreno. La panchina”

  1. anonimo Says:

    Ah ahah sembra ieri… quando ti ho trovato per caso tra il web e incominciai a leggere le tue storie.Questa e´ bella e a noi l´AIAX ce fa na pippa
    Nicckybloghiv


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