Simone e Peppino Englaro

16 gennaio 2011


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Dopo la chiusura del Centro Diurno, Simone si recava quasi tutti i giorni al Pam a fare colletta. Sotto la macchina delle foto custodisce gli attrezzi da lavoro: la scatola per le elemosine e la ciotola del cane.

Lo conoscono tutti, Simone è grosso, puzza e beve che è una meraviglia eppure no fa paura. Aiuta le persone a caricare la spesa in macchina che spesso gli lasciano riportare il carrello nella rastrelliera di cui cui poi intasca il compenso di un euro che il carrello generosamente gli elargisce.

Come fa a fare paura un giovanottone seduto in terra con un libro in mano? La lettura è la sua vera dipendenza, dopo l'alcol e le droghe di ogni tipo che più o meno abitualmente assume.

Ovunque lo si veda ha sempre un libro in mano.

Lo incontrai per la prima volta a Bologna nel 2007 presso il Cetro Diurno di via del Porto a Bologna.

In quel periodo io vivevo in un parco pubblico alla periferia e ogni mattina mi recavo al Centro Diurno per scrivere qualcosa e pranzare poi con gli operatoti.

Un giorno mi fermò per farmi i complimenti per un articolo che avevo appeso in Bacheca in cui si parlava del rapporto difficile con gli assistenti sociali, che si concludeva con questa frase:

“ L'assistente sociale stà al Barbone come le bare stanno alle pompe funebri”. Massimiliano, il responsabile del laboratorio me lo indicò come un personaggio particolare. Oltre che ha leggere tutto e di tutti, possedeva una cultura letteraria vastissima, la memoria gli consentiva di fare citazioni colte per ogni evento, in ogni conversazione, mettendo, non di rado in difficoltà gli interlocutori più istruiti. Della politica conosceva tutto ed essendo anche un grande appassionato di storia, creava connessioni pertinenti e logiche con il passato ed il mondo dell'antichità.

Ma che diamine ci faceva un talento come Simone in un posto di merda come la strada.

Droga, soprattutto assunta in gran quantità negli anni precedenti; una sensibilità estrema e poca voglia di litigare con il mondo.

Uno come lui avrebbe potuto fare da consulente in qualsiasi giornale, ma credo a che a Simone non fregasse un cazzo di questo mondo.

Qualche anno fa in una perquisizione notturna dei carabinieri al suo furgone, dove viveva con un bel Rotvailer, mentre lo perquisivano duramente il cane intervenne azzannando il polso al poliziotto e subito dopo gli spararo. Il proiettile trapassò un polmone. Il cane si accasciò, ma non mori. Simone prese un paio di denuncie e da quel giorno in poi, racconta chi lo conosceva bene, non è mai stato più lo stesso.

Non credo avesse amici, sicuramente era conosciuto e apprezzato da molti. Oltre a Massimiliano del centro diurno c'era anche Giovanna, un'assistente sociale di lungo corso che lavorava con gli adulti in difficoltà.

Giovanna lo raggiungeva spesso al supermercato per portagli nuovi libri e il cambio della biancheria, gli offriva una birra e restava incantata ad ascoltare i racconti di Simone che sembrava inesauribile e perennemente fatto di eccitanti.

Con Simone ogni tanto si parlava, soprattutto lui, ed ho sempre avuto la sensazione netta che non avesse nessuna intenzione di inserirsi in questa società, se non da escluso quale era. Lui era una sorta di bandiera puzzolente che alzava al vento per dire a tutti: “ Voi non mi piacete”.

E poi un giorno il dramma. Mentre si recava al supermercato qualcuno in bicicletta gli è passato accanto e con un bastone gli ha fracassato la testa. Mesi di coma ed un risveglio più terribile della morte. Giovanna dice che si sta facendo morire e che man mano che acquista coscienza accumula sempre più rabbia. In ospedale però non hanno nessuna intenzione di farlo morire; muove appena la mano destra e vorrebbe solo morire, ma lui non è Eluana e non c'e nessun Peppino Englaro che lotti per lui.

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3 Risposte to “Simone e Peppino Englaro”

  1. anonimo Says:

    Io Simo lo conosco da quasi 12 anni , 2 dei quali li abbiamo passati assieme girovagando x l'Europa ….
    Credo che ad oggi non sia cambiato molto come personaggio : ricordo che leggeva qualsiasi cosa e che per quanto parlasse (veramente tanto) non si ripeteva mai e trovava sempre argomenti nuovi e affatto noiosi.
    Aveva un difetto : nn sapeva dosare le parole …. a Rotterdam momenti lo accoltellavano xche' aveva offeso degli antillani , a Parigi uguale e cosi' via…..credo sia successo lo stesso a Bolo…….forse ha offeso chi non doveva offendere ……
    purtroppo la legge della strada x quanto merda sia deve essere rispettata e non si deve giokare col fuoko xke' non puo' sempre andartri liscia !!!
    Detto cio' mi auguro si possa rimettere in forma ma ho paura ke sia un'illusione……
    t.v.b.

  2. anonimo Says:

    simo ti conosco dai tempi del kazzo di bolo .. pilastro etc
    nn avevo letto ankora questo artikolo e mi ha fatto venire la pelle d'oca ! cazzo!
    una sola kosa SIMONE dai cazzo!
    sei sempre stato un Personaggio,non lasciarti andare adesso
    un abbraccio nico zoe:

  3. baliadelleonde Says:

    Questo post mi ha fatto venire in mente un senzatetto ai tempi delle medie
    IL PROFESSORE. Lo chiamavamo così.
    Un pozzo di cultura.
    Forza Simone


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