Amelie e Babbo Natale

29 novembre 2010

Parigi. Amely enta in stazione per andare in treno a trovare il padre, incrocia un barbone seduto in terra con affianco il cane. Non c'è nessun cartello o ciotola, Amely infila la mano nella tasca del cappotto e porge all'uomo una moneta da un Franco. Lui allunga il palmo della mano, non per raccoglire, ma per fermarla e le dice "No la domenica non lavoro".
Nella mia Torino in cui sono sceso a trovare un'amica, il regista ha voluto raccontare una storia spietata di povertà. In stazione non ci sono barboni e neppure fuori, se non alcuni storici barboni dai sette cappotti, che a questo punto credo siano stati assunti dall'ufficio "Arredo urbano del comune di Torino". Sono Barboni che non disturbano, anziani accovacciati in terra dallo sguardo mite e rassegnato, forse puzzano, forse hanno fame, oppure non hanno nulla di meglio da fare che starsene li in terra. In ogni caso non spaventano. Oltrepassarli è un breve attimo persino pe me; un attimo non lo si nega a nessuno.
Scopro che nel lungo cammino che decido di fare a piedi, fra la stazione si Porta Nuova e la zona Vanchiglia, gli attimi " Questi attimi " si susseguono con una rapidità che non ricordavo. Ad ogni isolato un mendicante, un chitarrista tutt'altro che concentrato, diversi violinisti bravi ma decisamente scazzati dal freddo e dalla concorrenza, qualche fisarmonicista che ripropone da anni gli stessi brani da Classifica della strada, e soprattutto elemosinanti mai visti solo sino a qualche anno fa.
In Piazza Castello trovo il solito cieco col bastone bianco che canta rivolgendosi alla Madonna ed a qualche santo che la maggior parte dei passanti conoscerà solo attraverso la sua voce e poi, una signora nordafricana, che in perfetto stile occidentale ripropone il bastardino seduto al suo fianco su una coperta di lana e il cartello " Aiutateci solo pe Mangiare "
Artigiani abusi da "Copri la piazza e scappa" perchè il sequestro sarebbe immediato e la multa salatissima, circa diecimila euro.
Ragazzi dall'attegiamento palesemente truffaldino raccolgono soldi per i bambini sieropositivi ricoverati nei nostri ospedali.
Incerocio con lo sguardo una sberla di femmina, mi cattura avvicinandosi e poi mi chiede un'euro, le rispondo che ne ho solo cinque e devo comprarmi il tabacco. Per un Attimo ci ho creduto.
Ma chi li ha portati qui tutti questi poveri?
Forse Babbo Natale!
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Diario di una Signora NoTav

24 novembre 2010

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settembre 2010   

 
Salve a tutti ,
mi chiamo  Cinzia abito in valle  e seguo le vicende del movimento No Tav dagli anni ’90, ho partecipato alle vicende del 2005 e prima ancora e successivamente alla maggior parte delle manifestazioni indette , inoltre mi informo costantemente seguendo il sito  e partecipando a riunioni di vario tipo ( l’ultima quella in cui erano invitati anche gli amici del no tav di Firenze).
Questa primavera mi sono riunita  con un gruppo di persone appartenenti al movimento che si è formato spontaneamente e che sentiva l’esigenza di qualcos’altro che non fosse ,almeno per noi , soltanto dire di no . Abbiamo discusso , abbiamo cominciato ognuno di noi a esporre idee e a chiarirci  individualmente  sulle spinte che ci portavano a incontrarci . Poi per il momento la cosa è finita lì , in quelle poche riunioni e con l’iniziativa per un paio di sere di presentare dei DVD al presidio di Susa .
Ho poi scoperto l’esistenza del presidio di Sant’Antonino e ho cominciato a frequentarlo scoprendo nuove realtà e una tendenza di movimento che poteva assomigliare a quello che avevo in mente : i cineforum, le presentazioni di libri , gli scambi culturali , i concerti , l’arrivo di persone di tutte le appartenenze sociali , i momenti conviviali , le discussioni politiche . 
Man mano che mi sono coinvolta di più nei rapporti ho cominciato a vedere che c’erano delle difficoltà di relazione  che c’erano discriminazioni , discussioni cieche , prese di posizioni intransigenti , in una parola , dal mio punto di vista , in questo microcosmo che era il presidio quello che si rimproverava alle istituzioni lo si riproduceva in modo simile .  Questo rafforza in me la convinzione che già avevo che per fare le rivoluzioni bisogna cominciare da sé stessi, prima di chiedere a un altro di essere democratico bisogna diventarlo . 
Poi i fatti sono precipitati per rivelare aspetti del movimento veramente poco dignitosi e per niente democratici .Fatti che sono poco noti e che io avendoli vissuti e visti ho deciso di dichiarare . 
Lunedi 6 settembre la popolazione viene invitata a Chiusa San Michele  alla serata informativa  sui tracciati, presenti i sindaci di Sant’Ambrogio , Chiusa e Vaie oltre a tecnici e amministratori . Martedì mattina il signor Perino entra nel Presidio di Sant’Antonino e comunica che il presidio deve essere smantellato e probabilmente la domenica stessa essere trasferito a Vaie nella zona prevista per i sondaggi . Da quel momento è il caos : perché gli ordini e i contrordini si susseguono a iniziative personali con il risultato che il presidio viene parzialmente smantellato e malamente .
Ma come ?  In modo secondo me antidemocratico non tenendo conto del parere di tutti , anzi non dando  proprio la parola ad alcuni , rifiutando di rapportarsi alla pari con una parte del movimento  cioè con coloro che per diversi mesi avevano presidiato giorno e notte.  Questo ho visto .  Ho visto alcune persone riconosciute come responsabili del movimento agire senza chiedere il parere dei presidianti assidui , comunicando loro le decisioni prese come se fossero comandi , senza pensare che fosse giusto dare  loro una possibilità di dialogo  , senza pensare di rapportarsi alla pari , senza che si fossero accorte (e questo per me è la cosa più grave e arrogante ) che al Presidio di Sant’Antonino il movimento stava cambiando , stava diventando qualcos’altro .  E allora ? 
Io mi dissocio da questi atteggiamenti . Se queste sono le premesse e le modalità del movimento  NO TAV   io non mi riconosco in esso .  E’ la solita minestra . La solita storia delle discriminazioni , del fare due pesi e due misure la mia parola vale più della tua , di non sapersi rapportare , di non sapersi aprire al vento del cambiamento e della diversità . 
Ed io mi dico : cosa volete che mi interessi vincere la cosiddetta lotta contro il TAV quando ho perso già in partenza non sapendo prendere decisioni in modo democratico ?   
 
Martedì  28 settembre ’10 
Infine ce l’hanno fatta , sono riusciti a rimuovere  gli indesiderati , la ‘’mela marcia’’  prima isolandola e  poi promettendo  un cosa per rimangiarsi la parola dopo : sono riusciti a smantellare tutto il presidio di Sant’Antonino come da strategia politica perché ‘’non serve più’’, così almeno è stato deciso ieri sera da tutti i comitati no tav riuniti a Vaie contro la precedente idea di conservarne una parte attiva . Da quella parte attiva poteva nascere qualcosa di nuovo e originale e di vivificante per il movimento e , ripeto , di diverso . Ma proprio qui sta la difficoltà del movimento , quella di aprirsi di confrontarsi , di collaborare a un’idea di nuova possibilità , di dare fiducia : SIETE CHIUSI RAGAZZI !  
Ovviamente  se prima avevo dei dubbi ora ne ho sempre di meno e mi par sempre più chiaro con chi relaziono quando sono dentro il movimento NOTAV  , e una risposta per gli amici che arrivano da tutta Italia e  chiedono spesso ammirati ‘’ma come avete fatto a creare un movimento così ?’’ adesso ce l’ho ‘’ sono ostinati ‘’
Passo volentieri il testimone ad altri per la partecipazione al movimento , 
vi saluto  vi ringrazio  e  una cosa sola non vi lascio passare : l’imperdonabile mancanza di autoironia ( in quanto a sarcasmo verso le istituzioni quella non vi manca )  , vi siete presi troppo sul serio .
 
30 settembre
Oggi vengono a finire di smantellare il presidio ‘’Antonio la trippa’’ , hanno riportato la roulotte che avevano portato via frettolosamente e che è stata vandalizzata perché lasciata incustodita a Vaie .  Quelli che un tempo avevano paura di fare la fine degli Indiani d’America  e che nelle prima bandiere NONTAV avevano inserito il simbolo dell’uomo Indiano  ora sono gli stessi che hanno pensato di mettere in una riserva una parte del gruppo , ora che si sono sentiti forti  sono diventati prepotenti . 
Mi viene da pensare e da sospettare che il messaggio politico degli ultimi 20 anni sia passato , subdolo , giorno dopo giorno senza la partecipazione della consapevolezza collettiva e cioè il messaggio del razzismo il messaggio dei privilegi di casta  e primo fra tutti i non-valori della lega . Preparatevi (perché io son già pronta ) ai tempi grami in cui si riceverà  il pane duro che si è fatto cadere dalla tavola per gli ‘’altri ‘’.
 30 settembre sera 
Evviva ! Il’’ comitato NOTAV la trippa ‘’ è costituito da questa mattina  con il comunicato inviato tramite internet al giornale LA LUNA NUOVA e a tutti i comitati notav . Ben arrivato !
Io tifo per la sua sopravvivenza , ne vale veramente la pena . Vedo gente che continua a cercare quel punto di aggregazione che era il presidio e non trovandolo più si sente un poco smarrita . Presto ci si organizzerà di nuovo e l’accoglienza sarà garantita . 
Immagino che ci sarà un diluvio di contestazioni e opposizioni ma poco importa : sarà la realtà a stabilire chi ha avuto   ragione  a pensare che il movimento  si poteva  moltiplicare e diversificare . 
Avrei un argomento già pronto per legittimare il nuovo comitato : chi può arrogarsi il diritto nel movimento di stabilire ‘’tu puoi esistere e tu no ‘’ quando il movimento stesso  è nato con un atto di autodeterminazione e auto legittimazione ?  Il diritto all’autodeterminazione è uno dei pilastri del movimento e sfido chiunque a rimetterlo in discussone proprio ora che tocca a qualcosa di nuovo di cominciare 
2  ottobre ’10
Bene . Il comunicato di avvenuta costituzione del nuovo comitato notav La Trippa è passato : è stato pubblicato sulla Luna Nuova e notificato a tutti i comitati no tav della valle tramite facebook   ricevendo una valanga di commenti .  Ora si ricomincia e gli aiuti e collaborazioni arriveranno . Si apre un nuovo capitolo . 
Stamattina  però non sono così contenta perché ancora una volta mi sento che persino qui in questo avanposto  non c’è lo spazio per me . Non mi riferisco allo spazio umano ed affettivo ma allo spazio per quello che porto come esperienza e pensiero profondo . Anche nei momenti in cui non c’era maretta e c’era una relativa calma mi è stato difficile spiegare  nell’ambiente del presidio  o  meglio trovare orecchie interessate ad ascoltare il discorso della guarigione così come la conosco e l’ho conosciuta io . Stare bene e prendersi la responsabilità della propria salute            sembra la più grande delle rivoluzioni , mentre sembrerebbe più facile lamentarsi arrabbiarsi ,  protestare  , rivendicare , chiedere a qualcun altro di farci stare bene .
Il mio modo di proporre la guarigione invece e’ diverso e non porta a dipendenze , aiuta a percepire cosa siamo nel più profondo e attiva delle capacità di auto guarigione inesplorate . Da molti vengo confusa con una specie di filone new age alla ‘’peace and love ‘’  e da altri per una pericolosa manipolatrice e fattucchiera , ma è solo ignoranza diffidenza pregiudizio e cattiva informazione  , come sempre quando ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo . E questa cosa è nuova e per me è stata straordinaria ( ma qui non è la sede per spiegare come e perché ) . 
Quindi mi auguro di trovare in questo ambiente che è il nuovo comitato un luogo dove le persone possano ritrovarsi  non solo per fare politica aggregazione convivialità ma anche guarigione . Per me è come creare un avamposto dentro un avamposto .  Se invece la strada sarà chiusa a questa offerta so per esperienza che se ne aprirà un’altra . Grazie    
16 ottobre ’10
 
Lunedì scorso sono andata alla riunione del presidio di Vaie , bel presidio non c’è che dire , le persone quando sono motivate e si sentono legittimate sono capaci di essere generose e costruttrici . Che freddo che c’era , l’aria era  umida , il bosco  vicino e misterioso  sembrava  contrapporsi bene alla lotta politica  .
 
In realtà io non sono arrabbiata con nessuno , ho scoperto , ognuno è convinto nella sua parte : c’è a chi piace costruire , chi partecipare , chi coordinare , chi collaborare , chi comandare , chi informare , chi decidere , chi difendere il proprio orto e l’orto del vicino , chi non sopporta i diversi , chi cerca nello sguardo del vicino un volto noto e rassicurante . Va tutto bene .
 
Intanto al nuovo vecchio presidio di sant’antonino  dopo avere detto ‘’ci sono anch’io ‘’ la vita scorre e si fatica a immaginare una nuova struttura , per il momento posso dire che oltre ad apprezzare  le buone caldarroste imparo con gli occhi di Stefano ad aspettare l’arrivo di un treno come se fosse una poesia , sento il vuoto del tempo che non scorre mai come una sospensione che mi calma ….credo che siamo andati un pò troppo  oltre le pretese di un presidio ….
 
19  ottobre ’10
Stasera c’è stata riunione per contarci  e guardarci in faccia per decidere che cosa fare . Costruiamo ? Non costruiamo ? This is the problem …
 
Abbiamo messo sul piatto ognuno la nostra parte e siamo riusciti a oscillare nella stessa serata da un quasi no ad un si …
 
Io ho sempre giocato da ala destra o sinistra non so  ed ora che siamo in pochi , 5 per la verità più Michele il marocchino che sta sonoramente russando disteso in un angolo come segno di partecipazione , mi sento costretta a chiedermi che cavolo voglio e quanto ho voglia di mettermi in gioco .
 
Se avevo cominciato a frequentare il presidio per curiosità e perché mi sentivo sola ora la mia solitudine la sento minacciata e scopro che ci sono affezionata molto più di quanto non pensi ….mi ricordo di avere già un presidio a casa da far girare e sento l’orrore di impegnarmi per un altro : come scoprire in una serata che l’idea di comunità , associazione , aggregazione  era solo una velleità . Credo che al riguardo per un po’ me ne starò zitta .
 
Per il momento torno a casa con una certezza : il naso e la gola mi pizzicano tanto s’è fumato intorno a me e con la sensazione che nei cuori vorremmo ancora incontrarci da amici .
 
Ah… dov’è la leggerezza della farfalla a salvarci ?
 
28 ottobre 2010
 
LA DIFFIDA
 
Oggi  giornata di sole e io sono di buon umore : sono da poco tornata da un bel soggiorno a Parigi . Ho lasciato il luogo del  presidio quando si era riorganizzata e anche già pagata la ricostruzione . Mi aggiorno sui passaggi che mi sono persa .
 
Ed ecco che a ricordarmeli meglio giunge una vettura dei vigili di Sant’antonino con vigile e vigilessa capo sorridenti . Con cordialità buone maniere e pari  accoglienza da parte  nostra consegnano foglio da firmare : la diffida . Si deve sgomberare entro 7 giorni .  Faccio difficoltà a mettere insieme la parola diffida e i sorrisi dei vigili  tant’è che decido di starmene zitta , sento tutto  ‘’il braccio violento della legge’’, davvero non c’è posto per la trattativa la soluzione alternativa ecc.ecc. la situazione è irreparabilmente decaduta .
 
Nostro è lo sgombero, così lo sento perché quello che accade ai miei amici è come se accadesse a me.
 
L’opposizione non ha più senso perché l’alternativa  gentilmente offerta da Perino è uno sgombero effettuato da una squadra di 200 uomini NOTAV.    
 
Così con questo ultimo atto è svanita per sempre l’idea romantica del movimento NOTAV come il luogo del risveglio dell’umanità . Il movimento NOTAV è un luogo di lotta dove tutto ciò che non ‘’serve’’  alla lotta viene lasciato indietro .
 
Io mi occupo della simbologia dello Zodiaco e assegno alla Val di Susa il segno zodiacale del Capricorno nel bene come nel male …d’altronde come non averlo capito prima quando le parole d’ordine sono ‘’a sarà dùra’’ ?  una morbidezza potrebbe nuocere allo scopo …
 
Un saluto anche a tutti quegli idealisti che ho incontrato lungo la strada notav che il movimento lascia parlare con un sorriso di condiscendenza  fintantoché non si mettano a fare sul serio . Io naturalmente mi sono già tolta : almeno faccio salva la dignità  .
28  ottobre 2010-10-29
 
P.S. il corpo dei vigili ha dato la diffida non senza un’ombra di rammarico : aveva capito bene che il presidio ufficiale prima e quello ufficioso dopo aveva reso un buon utile e prezioso servizio al territorio ‘’vigilando’’(ma non toccava ai vigili farlo ?) monitorando e facendo da custodi ad un pezzo di territorio che spesso era oggetto di discariche piuttosto dubbie e pericolose che in questi mesi erano cessate …