Ornella

16 aprile 2010

La prima sala del cinema era piena di spettatori, restava un film che appariva alquanto sfigato e che poi col tempo fece il pieno delle sale per mesi e mesi: " Pane e tulipani".

Un vecchio incallito ladro di biciclette mette a fuoco una ruota di biciletta da cinquanta mentri ed in pochi secondi ne svela tutti i segreti, ma quello che non potevo prevedere era di trovarmi davanti ad una ruota a trentasei raggi entrando in un cinema. Ovviamente prima di vedere Ornella in faccia feci una veloce valutazione sulla qualità della sua sedia a rotelle: ruote piene per evitare forature a discapito della confort e dello scorrimento, ma che in ogni caso non ti lasciano per strada.

Sala deserta di facce rassegnate per aver dovuto ripiegare sun un film per vecchi giardinieri con la prostata grossa come bulbi di tulipani.

Ornella non passa certo inosservata e sembra l’unica a trovarsi a suo agio in uno spazio così ampio e privo di ostacoli, sorride e quando mi vede il suo sorriso si allarga ancora una volta di più.

Io invece sono frustrato come tutti gli altri, l’unica femmina che mi ha sorriso negli ultimi due giorni è disabile. Che pomeriggio di merda.

Ho sempre amato le pedalatrici, una donna è una donna, ma una donna sulla bicicletta e sempre più affascinate ed a pensarci bene quella ragazza sulla sedia a rotelle è seduta su due ruote che a posto di stare in linea ( una davanti all’altra) si muovono in parallelo, una affianco all’altra.

Una pedalatrice diversamente abile! Ed ecco che il mio interesse si accende. Recupero nella mia mente quel primo sorriso con cui mi aveva accolto entrando nella sala e lascio che le spalle mi ruotino all’indietro per cercare con la coda dell’occhio la sua presenza.

Colgo ancora quel sorriso generoso e mi volto completamente, la sedia a rotelle, nascosta da vendi file di sedile non si vede, da questo punto di vista è una donna come tutte le altre, ma con una luce non sempre facile da incontrare, tanto da trovare il coraggio di farle Ciao Ciao con la manina ed alzarmi per raggiungela in pochi passi. Due battute sul fatto di essere stati dirottati su una proieziene che nessuno dei due aveva previsto; una pausa imbarazzata lunga un giorno e quando tento la fuga: "Mi chiamo Ornella! La fila è vuota scegliti un posto " Azz, mi tocca accettare l’invito, quando mi ricapita. " Io sono Stefano, prendo lo zaino ehehehe. Arrivo".

Il film scorre con dolce leggera, fa sorridere, sognare, sembra fatto apposta per questo incontro, un film che con gli anni non ho smesso di amare.

Un caffè al termine del film e i tuoi occhi spalancati che desideravano raccontarmi della tua normalità, contrapposti al mio silenzio che avrebbe voluto dirti che la differenza fra noi due era che la tua sedia era visibile mentre la mia accuratamente occultata.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: