Il Benefattore

30 aprile 2010

Racconti dal Presidio

 

Al Presidio tutto scorre normalmente. Adele, coltivatrice diretta emotivamente alluvionata ha comprato tre orologi da parete e da tre giorni l’orologio è fermo sulle dieci meno venti. E’ più preciso un orologio avanti di due minuti o un orologio fermo? Quello avanti di due minuti non sarà mai preciso, mentre quello fermo indicherà l’ora esatta almeno due volte al giorno. Le stesse due volte al giorno in cui Adele mi apparirà equilibrata.
Dalla posizione del sole  dovrebbe essere ora di pranzo, in cucina i ragazzi hanno terminato di lavare piatti e bicchieri della notte appena trascorsa, Serata Fogna del mercoledì, la notte Giovane del presidio.
Alex è il fornitore ufficiale della serata, ieri sera si è presentato con la consueta bottiglia di Barbera di Fogna con l’etichetta accuratamente disegnata da lui. Qualcuno gli ha fatto notare di avere una capigliatura un po troppo da bravo ragazzo e lui ha risposto: " Infilati l’avambraccio nel culo e fai prendere ossigeno al cervello. Non vale limarsi le unghie".
Samuele prepara una pasta, gli avventori della Fogna sono al primo caffè, fra un paio d’ore Samuele andrà a fare un riposino e i superstiti della serata continueranno ad animare il presidio. Adele con tutta probabilità, dopo una lunga notte in giro per le valli, ci farà dono di qualche vecchia damigiana di vino, vasi di fiori o vecchi stendibiancheria zoppi ed abbandonati affianco ai bidoni dell’immondizia, gli stessi che qualcun’altro ricaricherà in macchina per portarli al fianco di nuovi bidoni della spazzatura.
Il tema dominante degli ultimi due giorni ruota attorno al bizzaro benefattore che ha voluto regalare al Movimento duemila euro. E’ partito dalla Sicilia dopo aver visto in televisione un servizio sul movimento NoTav, finendo prima in Valtellina dove gli è stato fatto notare di aver sbagliato montagna e ricaricato sul primo treno in direzione Susa, Piemonte.
Il Sig. Carmelo ha ottantaquattro anni, con quattro compaesani anima il partito " Socialismo Universale " di cui è segretario. La mattina in cui andammo a prenderlo in stazione, racconta  della ricchezza e della complessità di questo fazzoletto di prato stetto fra la statale 24 e l’autostrada che collega la Francia all’Italia.
Un signore distinto, elegante ma non leccato con un sorriso aperto e un entusiasmo che contamina tutti i presenti, è entusiasta come un giovane attivista, la lunga trasferta in treno dalla Sicilia ci commuove e racconta più di ogni altra cosa nella genuinità della sua presenza.
Tira fuori il blocchetto di assegni scusandosi anticipatamente di non poter donare che duemila euro. Lo guardiamo sbalorditi, basterebbe quel sorriso e la volontà di incontraci a riempirci di gioa, il clima è quasi irreale, gli sguardi si incrociano alimentanto in noi quella magnifica sensazione di essere testimoni di un incontro che rappresenta in qualche modo l’inizio della costruzione di un mondo migliore.
La macchina dell’accoglienza si attiva, partono telefonate per organizzare un breve giro per le altre realtà del movimento, Stefano tiene il caldo il motore del suo Camper, e mentre il capanello di persone si sposta lentamente all’esterno del presidio il Sig Carmelo vuole condividere con noi la sua visione del mondo. Mantiene il sorriso, l’entusiasmo e la pacatezza dell’anziano moderato, la macchia organizzatrice macina proposte ed intenta ad offrire il meglio dell’accoglienza lo abbandona per un attimo. L’attimo più irreale delle ultime settimane.
Ad ascoltarlo siamo in tre, io sono di spalle difronte a Marcello quando lentamente comincia a gretolarsi la visione di un mondo nuovo di cui credevamo di essere stati testimoni. Il Sig Carmelo ci racconta del grande rischio che stiamo correndo, sostiene che la classe politica nei prossimi anni sarà composta quasi esclusivamente dagli omosessuali e di come questo stia già accadendo sotto i nostri occhi senza che nessuno ne parli.
Io e Marcello ci guardiamo, entrambi cerchiamo negli occhi dell’altro la conferma di quello che stiamo ascoltando, ma siamo solo all’inizio. Il Sig Carmelo in qualche modo coglie dell’imbarazzo e ci soccore snocciolando i dati di una ricerca scentifica secondo la quale attraverso l’ingegneria genetica sia stato isolato il Gene  dell’omosessualità e che intervenedo sempre attraverso l’ingegneria genetica sulla sul DNA della popolazione potremmo con gli anni liberarci dal rischi di essere rappresentati da una classe politica di omosessuali.
Non abbiamo neppure il tempo di replicare, ad ascoltare siamo stati solo in tre e l’entusiasmo che ci circonda mi carica di ansia e di una responsabilità che non avrei voluto. " E chi glielo dice a questi che il Nonno si ispira alla social democrazia tedesca del Terzo Reick "?

“Siamo convinti che il nostro socialismo basato sulla fratellanza di sangue si diffonderà sugli altri popoli e darà nuova forma anche al rapporto tra le nazioni, giacché esso contiene in sé la promessa di una nuova lega dei popoli, più ricca di sostanza di quella attuale perché fondata su un socialismo attento all’onore dei popoli”
(Hermann Schwarz, 1936).

Preferisco l’ultima visione del mondo offerta dall’amico Giuseppe che sostiene che il mondo è diviso in due. Una metà degli uomini morde il cuscino e l’altra gli soffia sulla schiena.

Il Pelo nell'uovo

23 aprile 2010

Frittata NoTav

Un vecchio detto popolare che indica un particolare minimo, come il Pelo all’interno di una situaziono più vasta come l’uovo e che non dovrebbe corromperne l’integrità.

Chi di noi si sentirebbe di trascurare il pelo di un gatto o di cane sulla propria frittata? E se il pelo fosse quello pubico di giovane e graziosa attivista del movimento, che ne sarebbe di quella frittata corrotta dal Pelo?

Le soluzioni non mancano di certo: dall’estrazione del Pelo per farne una reliquia, al congelamento dell’intero piatto per goderne la visione per le settimane che verranno, non tralasciando nessun’altra opzione, che vale la pena tralasciare per essere eventualmente oggetto di un volume separato e che terrei fuori dalla riflessione di queste righe.

Provate ad immaginare un groppuscolo di maschietti attorno ad un tavolo. Vino, tabacco, riviste, volantini e la giovane affascinante attivista di cui sopra. Una giovane attivista vale un pelo, due attiviste valgono due peli.

Ecco pronta la ghiotta e sapotita frittata NoTav.

Ornella

16 aprile 2010

La prima sala del cinema era piena di spettatori, restava un film che appariva alquanto sfigato e che poi col tempo fece il pieno delle sale per mesi e mesi: " Pane e tulipani".

Un vecchio incallito ladro di biciclette mette a fuoco una ruota di biciletta da cinquanta mentri ed in pochi secondi ne svela tutti i segreti, ma quello che non potevo prevedere era di trovarmi davanti ad una ruota a trentasei raggi entrando in un cinema. Ovviamente prima di vedere Ornella in faccia feci una veloce valutazione sulla qualità della sua sedia a rotelle: ruote piene per evitare forature a discapito della confort e dello scorrimento, ma che in ogni caso non ti lasciano per strada.

Sala deserta di facce rassegnate per aver dovuto ripiegare sun un film per vecchi giardinieri con la prostata grossa come bulbi di tulipani.

Ornella non passa certo inosservata e sembra l’unica a trovarsi a suo agio in uno spazio così ampio e privo di ostacoli, sorride e quando mi vede il suo sorriso si allarga ancora una volta di più.

Io invece sono frustrato come tutti gli altri, l’unica femmina che mi ha sorriso negli ultimi due giorni è disabile. Che pomeriggio di merda.

Ho sempre amato le pedalatrici, una donna è una donna, ma una donna sulla bicicletta e sempre più affascinate ed a pensarci bene quella ragazza sulla sedia a rotelle è seduta su due ruote che a posto di stare in linea ( una davanti all’altra) si muovono in parallelo, una affianco all’altra.

Una pedalatrice diversamente abile! Ed ecco che il mio interesse si accende. Recupero nella mia mente quel primo sorriso con cui mi aveva accolto entrando nella sala e lascio che le spalle mi ruotino all’indietro per cercare con la coda dell’occhio la sua presenza.

Colgo ancora quel sorriso generoso e mi volto completamente, la sedia a rotelle, nascosta da vendi file di sedile non si vede, da questo punto di vista è una donna come tutte le altre, ma con una luce non sempre facile da incontrare, tanto da trovare il coraggio di farle Ciao Ciao con la manina ed alzarmi per raggiungela in pochi passi. Due battute sul fatto di essere stati dirottati su una proieziene che nessuno dei due aveva previsto; una pausa imbarazzata lunga un giorno e quando tento la fuga: "Mi chiamo Ornella! La fila è vuota scegliti un posto " Azz, mi tocca accettare l’invito, quando mi ricapita. " Io sono Stefano, prendo lo zaino ehehehe. Arrivo".

Il film scorre con dolce leggera, fa sorridere, sognare, sembra fatto apposta per questo incontro, un film che con gli anni non ho smesso di amare.

Un caffè al termine del film e i tuoi occhi spalancati che desideravano raccontarmi della tua normalità, contrapposti al mio silenzio che avrebbe voluto dirti che la differenza fra noi due era che la tua sedia era visibile mentre la mia accuratamente occultata.

 

Nina

14 aprile 2010

Nina

 

Ancora con il sellino sotto il culo. Dopo sei anni la storia sembra replicare se stessa. Un inverno di stanzialità in cui timidamente spuntano radici che con i primi soli primaverili si sbriciolano. Un’ora scarsa per montare la bicicletta, gli oggetti accumulati durante l’inverno perdono senso senza lasciare alcun vuoto; non mi affezziono agli oggetti dal giorno in cui ho subito lo sfatto.
Questa volta però sono tornato sui mie passi per via della gatta che ho preso in affidamento prima dell’inverno, la Nina. Ho lasciato la casa e mi sono rifugiato con lei in una casa in disuso ceduta da i soliti amici. Non immaginavo che questo legame fosse così forte tanto da ritardare la partenza. L’unica concessione che mi sono fatto è stato di scendere a Bologna con la casa viaggiante per circa dieci giorni, in cui il mio unico pensiero era per la Nina. Al mio ritorno ho preso il portatile le crocchette e la lettiera e con la Nina ci siamo trasferiti. Pochi minuti, una valanga di oggetti lasciati al loro posto compreso la colonna del computer, la stampante, il fornetto elettrico, la televisione e altro ancora. Ordinarli non avrebbe neppure senso, chi dovesse entrare adesso immaginerebbe che stia per tornare da un momento all’altro, ho lasciato persino i Piatti da lavare e quattro vasi di rose ancora da travasare, regalati da un amico.
Ho consapevolezza e nessuna strategia se non quella di addomesticare la mia vita emotiva sui pedali attraverso scenari sempre nuovi. La stanzialità sarebbe possibile solo attraverso gli psicofarmaci a cui rispondo con i ventuno rapporti della bicicletta e la rilettura del mio libro che mi conforta e ricorda che qualcosa di buono alla fine sono riuscito a farla.
Non c’è gara rispetto a se stessi. Posso solo fare lo spettatore in attesa dello spostamento e della riflessione successiva.
In questi anni mi sono staccato da amici ed amori in tre quarti d’ora ed ora mi trovo sorpreso in una relazione con la Nina che mi commuove e che non conoscevo.
Non posso e non voglio andarmene senza averle trovato una famiglia che la accolga e che le voglia bene.
Se abbandonassi la Nina sarebbe come abbandonare me stesso.