Il Popolo degli Elfi 2006

29 marzo 2010

 

Elfi Festa di socializzazione

E’ il periodo della raccolta delle olive, l’evento dell’anno che raccoglie tutto il popolo degli Elfi che si ritrovano ad Avalon per un rito ventennale che trasformerà per quaranta giorni questa cascina in un grande circo.
Oltre che una straordinaria occasione di festa e incontro, le olive rappresentano una piccola fonte di reddito e una scorta di olio almeno fino alla raccolta successiva. L’incognita ogni anno è la Mosca, un parassita capace di decimare il raccolto, ma quest’anno la mosca non si è presentata e questo vuol dire che un luogo che normalmente ospita quindici venti persone, ne ospiterà ottanta.
Casa Sarti, Casetta delle Aquile, Casetta delle Rane, Piccolo e Gran Burrone, Casetta Bruciata, Pastoraio e altri ancora: una massa di donne e uomini colorati che si animeranno a vicenda, alcuni si innamoreranno, altri si perderanno, eltri ancora si innamoreranno e perderanno più di una volta per poi tornare a casa, nuovi, diversi, feriti o risanati.
Qualcuno arriva a cavallo, altri a piedi, in autostop, col furgone o la Panda,
altri sembrano non essere mai andati via: li trovi in cortile con lo zaino, non li hai mai visti eppure gli sorridi come se li conoscessi da sempre. E’ fame di relazioni, quella fame che in alcuni non si placa, anche dopo settant’anni, che altri chiamano magia o più banalmente " Una cosa strana".
Questo è anche il luogo dei parti, molte ragazze decidono di partorire naturalmente al piano di sopra, alla luce delle candele. Quest’anno sono nati tre spendidi mostrobimbi.
Il primo a nascere in Valle ha vent’anni, non poteva che chiamarsi Elfo, e dopo di lui una miriade di altri bimbi: Chiaraluna, Oesi, Ajanò, Efrem, Luna, Cali, Raggio di Luna,
Un quinto della loro infanzia la passano sugli alberi a giocare alle scimmie o i giocolieri, Chiaraluna da grande farà la ballerina e si esercita sul ramo più robusto del fico appesa a testa in giù con i piedi ripiegati ad uncino. Si dondola avanti e indietro con i capelli che arrivano quasi al tavolo da pranzo allestito sotto il fico che ombreggia la tavolata. "Chiaraluna dove sei, è pronto. Chiaraluna"? " Sono qui mamma"! "Dai scendi che è pronto"." No ancora un po…"
Eccoli i Mostrobimbi, abituati a camminare scalzi, ancorati alla terra che a sei anni danno disposizioni per accendere la stufa agli avventori adulti che spesso passano da queste parti per ritrovare un mondo nuovo, ma rispetto al quale hanno perso dimistichezza. Bambini antichi, in falegnameria a costruire spate, archie frecce, scudi, aeroplani, aquiloni o improbabili carrozzine per le bambole, pistole, fucili di Betulla o cannoni di Roverella.

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