Rossana

20 febbraio 2010

Nei giorni scorsi mi è arrivata l’ email di una ragazza di nome Rossana; vive in strada da alcuni anni, ama scrivere e un giorno vorrebbe che il suo diario diventasse un libro.  Pascolando su internet scopre un libro che porta il titolo dell’indirizzo che è impresso sulla sua carta di identità: " Via della casa comunale n° 1". Deve aver pensato: " Che figlio di puttana sto Stefano. Bravo. Cazzo anche sta volta mi sono passati davanti"! Ho letto un racconto di Rossana e con grande piacere lo ripropongo, non tanto perchè creda che possa diventare una scrittrice, questo lo stabilirà lei, ma per darle quantomeno la possibilità di essere letta. Cara Rossana, il più grande intellettuale di questo secolo, Forrest Gump, avrebbe detto " Scrittore è, chi scrittore vuol essere"

Rossana

Pala Crociere Savona

Domenica 5 aprile 2009 – 14:30 Sono al Pala Crociere e guardo la Costa Marina che si prepara per partire verso un altro bellissimo viaggio. Vedo le persone felici imbarcarsi e il personale caricare i bagagli. E’ uscito il sole, quante bandiere colorate al vento! Dall’interfono la centralinista, a più lingue, ogni cinque minuti avvisa il cliente col numero di imbarcarsi.Ogni cinque minuti un passeggero; quanta cura per ognuno di loro. Vedo e sento la felicità di queste persone che diventa la mia e così ho deciso, quale sarà il titolo del mio racconto. Sarà sulla felicità! “I colori della felicità – che colori, ha la felicità – C’era una volta la felicità!”. Vedo l’arcobaleno… un esplosione di colori!! Un giorno partirò anch’io, me la merito un po’ di vacanza dopo tanti anni bui di sofferenza, povertà e solitudine. Per vedere altri angoli del mondo ed i loro colori. Oggi niente pranzo con i panini dell’associazione, quelli che danno la domenica vicino alla chiesa di via Guidobono, con i volontari. Forse è perché oggi c’è mercato, forse per evitare altra confusione hanno pensato di no. Pazienza, con i pochi soldi che ho fino al 15, comprerò un pezzo di pizza. Io oramai ho dimenticato i brividi ed il sorriso di quando sono stata felice…Ognuno ha diritto di trovare la sua felicità perché esiste; cerchiamola. Ma poi sono qui che piango e sento il sapore salato delle mie lacrime, ormai l’unico sapore che conosco. Vedo solo il buio, sono stanca di dormitori, della povertà, della mensa… Vedo solo le facce tristi delle persone come me…io voglio essere felice… Ma un giorno vorrei vederli sorridere, aiutare anche io a dar loro un tetto, che non sia solo quello del dormitorio. C’è un progetto a Savona per costruire la casa famiglia per senza tetto savonesi. Non tutte le persone che vengono alla mensa hanno fame… Almeno non nel corpo ma nell’anima sì. Li non siamo più soli. I volontari ci sfamano con l’affetto ed il sorriso, sfamando il corpo e l’anima. Una casa nel mondo e poi da lì correre e cercare la felicità perché non basta avere un tetto… L’anima non vive di solo pane, quello serve al corpo per vivere. L’anima ha fame di affetto e amore. La mia anima non ne ha e sta morendo di fame. Devo salvarla! Cinque anni, dal 2004, di dormitori, suore, condivisioni. Sì il tetto c’era, ma nel mio cuore la sofferenza è rimasta uguale, le finestre chiuse, diversi i letti, diverse le persone, ognuno con il cuore a pezzi per la vita trascorsa. Se chiedo ad ognuno di loro: “l’avete mai vista la felicità?” Mi guardano e scuotono la testa: “e chi se la ricorda?” Io dico loro: “ vi piace l’arcobaleno? Ecco quando lo vedete siete felici, senza nessun motivo, solo per aver visto tanti colori nel cielo, diversi dall’azzurro o dal grigio”. Come spiegare perché io sono nei dormitori, alla mensa dei poveri, dalle suore? E’ per solitudine, abbandono, depressione. Sono stata trattata male, da malata, da persona da allontanare e sapete perché? Le persone, la famiglia, gli amici, chiunque, fanno così perché hanno paura di guardare in faccia la povertà; ne hanno paura, non la vogliono vedere, e ti ritrovi per strada. Il dormitoro è il primo scalino che porta in cima alla porta della felicità, scalino dopo scalino la troverò, la troveremo tutti noi che siamo diventati invisibili, trasparenti. Anche se ci vestiamo con colori appariscenti, non ci vedono. La strada è lunga…ti porta sempre da qualche parte…Non fermarsi è la parola d’ordine, altrimenti è finita. Il suicidio? Già provato, grazie! Basta così, mi hanno riportato sulla terra o meglio mi hanno salvato. Angeli, travestiti da persone apparse dal nulla? Ma chissà…e così un tentativo fallisce. Vivere è più difficile di morire, se non è la tua ora torni indietro… Ma se hai ancora un sogno – perché a volte i sogni si avverano – allora preferisci la vita. Se solo sapessi dipingere, disegnerei la felicità adesso. Sento la felicità nei sorrisi di chi parte in crociera, nei loro occhi vedo l’arcobaleno. La speranza, i sogni, ma soprattutto il sorriso di un bambino, di chi è felice. E ti apre il cuore, e di colpo le nuvole non ci sono più. Tutto è colorato, vivo e allora lotti con la tua depressione che invece vuol farti vedere il buio, la morte. Bisogna sognare anche ad occhi aperti e aiutare gli altri a farlo. Da invisibili che siamo, diventeremo nuovamente noi stessi. Le mie lacrime adesso sono di gioia e una nave da crociera non basta a contenerle tutte. Scorrono…e chi le tiene? La vita è un mare infinito, basta decidere la destinazione e lasciare che la nave, il nostro corpo vi si immerga senza annegare.

 

 

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3 Risposte to “Rossana”

  1. Niccky Says:

    Ciao Stefano
    apro il tuo blog per avere nuovi imput. Sto attraversando un periodo di pochi stimoli, ho chiuso con facebook e mi dedichero’ solo ed esclusivamente al mio blog. Ho partorito un forum e’ gia’ a quattro mesi  si sta facendo strada da solo, credo che arrivato il momento che spicca da solo il suo volo.Io sono qua, fuori nevica da quando non lo so ormai….conto solamente le giornate con un po’ di sole,e penso al sole caldo siciliano.
    Niccky

  2. Niccky Says:

    Piccolo saluto al volo dalla fredda Germania.
    Morgen Stefano wie get´s?
    Heute ich es gut!

  3. analkoliker Says:

    Quando passate dall’Italia e ne avete voglia e tempo, siete ospiti nella mia casa in Val di Susa, poco dopo il confine Francese.
    Vi abbraccio caramente.


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