Bulimia alcolica

24 dicembre 2009

Le storie non scritte sono destinate a non essere lette.

L’ho conosciuto tardi, eppure ci siamo trovati subito. Legale, pubblicizzalo, lecito, alla moda, democratico alcool. E’ concesso senza controindicazioni a tutti coloro che lo assumono.
Il signore dell’alcool  nasce su filari di vigna, coltivata da sapienti ed appassionati coltivatori, che dall’uva traggono sostentamento e dignità per se stessi e le proprie famiglie.
Il contadino si occupa dell’uva, della fermentazione, dell’imbottigliamento e della vendita delle bottiglie, quello che accade dopo non lo riguarda. Quando la bottiglia è stata venduta non è più sua e neppure il suo destino.
Le bottiglie che da anni hanno transitato nella mia vita/casa, sono sempre state accolte, stappate, svuotate in bicchieri capienti ed accoglienti, in un rituale pagano religioso che alla fine della preghiera portava e porta ancora oggi assenza di percezione ed una leggerezza che con gli anni è diventata una zavorra, fatta di percezioni alterate, che nel momento della nascita si rivelano reali come la più vera delle realtà.
La bottiglia diventa una sorta di orologio che scandisce un tempo pesante, indesiderato.
Due litri di vino coprono circa quattro ore di vuoto, quattro ore preziose se si ha la necessità di una sospensione dalla vita che nella sua stortura diviene vita sostenibile, vitale fin tanto che ti tiene in vita. La bontà e l’efficacia della sospensione è direttamente proporzionale allo svuotamento della bottiglia. Dopo il quarto bicchiere il segno del bottiglione lascia uno spazio di qualche centimetro di aria e luce, segno che restano ancora venticinque centimetri di sospensione.
Quei venticinque centimetri  sono la garanzia della sospensione dell’ansia, della paura, della paura della paura, l’ansia  e dalla paura dell’arrivo dell’ansia.
Fatico a riconosce un amico distante due metri,  mentre i centimetri d’aria vuota della bottiglia sono sempre conosciuti.
A questo punto basta amministrare i centimetri di vuoto fintanto che il sonno della notte mi porti altrove; un poco zapping, qualche mail, una capatina sui siti per adulti in tristi e solitarie erezioni, due ciocchi nella stufa e la giostra riprende da dove è partita. Fra un giro di giostra e l’altra, una sigaretta, due sigarette e macchie di sperma sotto la scrivania. Il metro quadrato sotto la scrivania è il più pulito di tutta la casa.
Leonardo, il vicino di casa che mi vende il vino a credito mi ha insegnato, senza volerlo che questa non è solitudine. Lui è nato qui, ha fatto il camionista tutta la vita e da pochi mesi ha perso l’unica donna della sua vita, la madre che dorme a cinquecento metri da casa sua nel piccolo cimitero del paese e che come tutti i cimiteri di montagna sembra avere il sapore della pace giusta.
Ogni tanto ci incontriamo sull’unica via che divide il paese in due, da un lato la montagna e dall’altro i dirupi, ci fermiamo a fare due chiacchere come se fossimo in ascensore, altre volte troviamo il coraggio di arrivare al duecentesimo piano per avere il tempo di parlare più a lungo, e così troviamo coraggio di raccontarci.
Leonardo ha le idee chiare sulla sua vita, sul destino, sulla sua sorte: “ Sono nato in questo paese, ho vissuto tutta la vita in questa montagna e finirò i miei giorni vicino a mia madre”.
Il pomeriggio spesso lo passa con il cannocchiale comprato dai cinesi ad osservare i cervi che vivono sulla montagna, uno di questi la sera scende in paese , Leonardo e Serafino il suo vicino di casa si appostano dietro il micro parcheggio per osservarlo. In quel punto c’è un albero di pere che nessuno raccoglie, se non il cervo. In questo paesetto non ci sono ammazzamenti, scandali, intrighi ed il cervo ultimamente è diventato l’argomento più chiaccherato del giorno, soprattutto in ascensore.
L’unico pregio del vino di Leonardo sta nel fatto che mi viene ceduto a credito, che saldo normalmente al primo del mese, dopo aver ritirato la pensione, per il resto non è altro che aceto dolce. Dopo la morte della madre sembra che il vino non gli riesca più tanto bene, cosa di cui anche Serafino pare essersi accorto, ma dato che anche lui vende il vino tendo a non dare troppo per buono le sue affermazioni. Quel che è certo è che dopo il tredicesimo centimetro di ebrezza lo stomaco comincia a gridare come se avessi ingerito per sbaglio dell’ammoniaca o dell’acqua ossigenata.
Il PC è acceso ed anche la televisione, il telegiornale spara notizie di conflitti e ricongiungimenti cattolico parlamentari; il RE è stato sfregiato al volto e se Dio vuole qui si continua a parlare solo del cervo. L’aceto dolciastro di Leonardo mi porta sul vater con due dita in gola. Due o tre colpi ben assestati in fondo alla gola e per alcuni minuti mi sento come un’adolescente bulimica, fiumi di acido gastrico, vino, frammenti di cena ed ancora dieci centimetri di sospensione.

13 Risposte to “Bulimia alcolica”

  1. cosentinonico Says:

     per una manciata di minuti mi hai trasportato nella tua vita. le tue parole sono così vere che sembra di essere accovacciati ad aspettare il cervo ebbri di pessimo vino

  2. analkoliker Says:

    Grassie, ti abbraccio caramente Domenico

  3. anonimo Says:

    bhe..vabbe!…il cervo e tutto il resto anchio mi sento trasportato nella tua vita dal racconto..pero che cazzo e reagisci un po come si fa avivere di merda aquella maniera sempre pieni di vino??? io non ci vedo un cazzo di romantico CAZZO!! datti una mossa vai dagli alcolisti anonimi credimi una vita senza la merdA DELL’ALCOL E’ MOLTO MOLTO PIU BELLA ti faccio i miei auguri    Mario

    ciaooooo

  4. analkoliker Says:

    Grazie Mario,
    è meglio che non vada dagli alcolisti. Ho una particolare predisposizione per le dipendenze e temo di non riuscire più ad uscire da Gruppo.
    Mai sentito parlare di Alcolisti Sobrii?

  5. analkoliker Says:

    " Non sei veramente fottuto se hai ancora una storia da raccontare e qualcuno che l’ascolti"

    Dal film: "La leggenda del pianista sull’oceano"

  6. anonimo Says:

    Ognuno è libero di fari del male come vuole…..fino a quando non decide di amarsi, ogni giorno, un pochettino di più.

  7. soylu Says:

    ogni tanto il ricordo di quella sospensione riaffiora, per qualche secondo sembra mancarmi e le occasioni per cedere non mancano …ma …sono solo quattro anni che ho dato un calcio in culo all’alcool e lo schifo che ho provato di me stessa ce l’ho ancora ben impresso…no grazie, non bevo! ma ti leggo sempre molto volentieri Ste, e ti penso lì nella tua casetta in montagna….Ti abbraccio e spero di rivederti presto!

  8. analkoliker Says:

    Ciao sono cotento di risentirti.
    Io non vedo l’ra di liberarmene, ma nel frattempo non rinuncio all’atto salvivico del racconto.
    Credo fermamente che il racconto sia il primo passo per la guarigione
    Un abrraccio

  9. anonimo Says:

    bUFFO IL FATTO CHE LEGGENDOTI MI SENTO ACCOMUNATA ALLA TUA PERSONA ANCHE SE, APPARENTEMENTE E IN TUTTI I SENSI, LE NOSTRE VITE SONO AGLI ANTIPODI – APPARENTEMENTE, CERTO, PERCHE’ DEL MIO VISSUTO ANALOGIE CE NE SONO STATE MOLTE -.  pER ES., ANCH’IO, PER DECENNI SONO STATA UN’ALCOLISTA SOBRIA, MA E’ LA PRIMA VOLTA CHE OLTRE ME, NE SENTO DA TE PARLARE…CAMBIANDO ARGOMENTO: HO ORDINATO COPIE DEL TUO LIBRO, MA….UNA CURIOSITA’: MI SEMBRA IMPOSSIBILE TU NON TI SIA RIVOLTO AD UN EDITORE.pERCHE’?…’STA DOMANDA MI SA DI RETORICA….. VA BE’, TI STIMO TI VOGLIO BENE. nANDA

  10. analkoliker Says:

    Ciao Nanda, mi mandato una mail il direttore editoriale di Stile LIbero, Einaudi per avere le bozze, questo accadeva l’aprile scorso e poi non si sono fatti più sentire.
    E’ stato un’onore che mi chiedessero le bozze loro, adesso non resta che aspettare, nel frattempo pobblico in proprio.
    L’ordine del libro però non mi è ancora arrivato.
    Per ordinarlo manda una mail a edera007@gmail.com
    Un abbraccio

  11. anonimo Says:

    non è moralismo o salutismo, ma una questione di libertà,
    non sei schiavo del lavoro, nè del denaro, nè della civiltà, hai mandato a fanculo tutto, sei LIBERO, ma lo saresti ancora di più se potessi SCEGLIERE domani, solo per un giorno, di arrugginirti con l acqua

  12. analkoliker Says:

    @11
    Ma Vaffanculo. Io non  sono affatto libero  e se tu preferisci sballarti con la libertà altrui allora ti invito a riflettre sulla tua libertà.
    Questo non è Facebook, ma il mio diario, dunque per cortesia evitami le frasette da "Non ho un cazzo da fare, nessuno mi scopa.Elargisco saggezza"
    Mandami un indirizzo utile che ti regalo del vino.

  13. anonimo Says:

    ci sono persone che restano attaccate ai propri moralismi. donne che fanno le puttane mentre si considerano delle 'sante' etcci sono persone che non guardano in faccia a niente, che non si fermano quando stanno facendo violenza.non ho parole … per i 'cari' benpensanti che leggo.ciao


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