La Signora delle capre

8 agosto 2009

Eccomi finalmente davanti al Pc, con la mia pagina di Word a cercare le parole per raccontare questa nuova  dimensione. Quella della mia casa.
La radio vibra parole e musica, la birra grida la sua liberazione dal frigo. Vado.
Eccomi con la mia birra, nella mia casa, davanti al mio computer. Sono miei le parole, quelle non mi hanno mai abbandonato.

fiori fuori casa
( Veduta dalla finestra della cucina)

La proprietaria della casa è nata al piano di sopra ottantuno anni fa, quando l’ho incontrata tornava dal pascolo con le capre come faceva da bambina.
La montagna è dura da camminare e lei si aggrappa alla pelle del dorso della capra per farsi tirar su per la salita. Ha un grembiule celeste a fiori, abbigliamento tipico di chi vive in montagna da anni. Forse per non sporcare i vestiti durante i lavori sporchi che la montagna vuole dai suoi abitanti più ostinato.
Poco più di quaranta chili in un corpo minuto e sodo, due occhi scuri presenti, aperti, lucidi, di un’intensità che invogliano al  rispetto.
“ Porto le capre a casa e vado a  prendere le chiavi così le faccio vedere la casa. I signori che stavano qui prima erano due signori anziani. Venivano dalla Francia. Il marito si è ammalato, sono dovuti tornare al loro paese. La signora quando è andata via piangeva tanto, le piaceva questa casa. La casa prende il sole tutto il giorno, dentro è asciutta. Vedrà. Mi aspetti alla fontana vicino alla chiesa abbandonata, mi dia il tempo di chiudere le capre”
Quando arrivo alla fontana della chiesa abbandonata lei è già li. Come ha fatto? Non è bello arrivare ad un primo appuntamento in ritardo, ma lei mi sorride e mi indica la strada col bastone. Si vede che ha spesso a che fare con le capre perché agita il bastone come se battesse l’aria per indicarmi  la stradina da imboccare.
Infila la chiave nella toppa e in quel momento sento che è fatta, avrò la mia casa, non importa se sarà tutta da imbiancare e se non ci sono mobili e letti, non importa neppure se manca la luce e l’acqua. Mi bastano una porta un tetto e una finestra. Dopo tutti questi anni vorrei solo un posto da cui ripartire e tentare l’avventura della casa. Quella cosa in cui perdersi, ritrovarsi, annoiarsi, in cui passare giorni e giorni davanti alla televisione, oppure trovare lo spunto per cose nuove. Dove portare il mio amore, amarla, litigarci, scazzarci, ritrovarci. Portare qualche amico e scrivere.
Non è più tempo di viaggiare senza meta, ostinatamente a cercare un senso di un vagabondaggio che ha il solo difetto di non essere casa.
La signora delle capre apre la porta, sposta la tenda, accende la luce e quando entro mi rendo conto di essere in una casa viva. Il frigo sulla sinistra subito dopo l’ingresso, il lavandino con le spugne. Sulla parete di sinistra la cucina con il forno, un armadio a mure e il caminetto. Un tavolo con cinque sedie, un vaso di fiori secchi con un centrino fatto a mano. Apro l’armadio a mure e dentro ordinatamente riposti trovo, piatti bicchieri, tazzine da caffè, pentole padelle e una vecchissima pentola a pressione degli anni sessanta con al centro un enorme pomello a vite per mettere in pressione la pentola. E poi un trita basilico a manovella, un passino per i pomodori pelati e lo schiaccia patate. Un bagno con la doccia, soffitti e travi in legno anneriti da fumo del camino.
Non trovo un filo di polvere in tutta la casa.
La signora è serena, come se sapesse già che questa diventerà la mia casa. Sembra lei stessa volermela dare.
Non vuole neppure un mese di cauzione, solo il mese corrente. Mi chiede se voglio il contratto perché a lei non interessa. Secondo lei sono una brava persona. Avevo bisogno che qualcuno me lo dicesse e adesso ne sono convinto.
Metto i soldi sul tavolo, li contiamo insieme e dopo averli presi mi racconta un poco della sua vita. Fatico a seguirla anche se non vorrei perdermi una sola parola dei suoi racconti, ma sono appena entrato in casa mia e vorrei solamente restare da solo.
Lei sembra cogliere qualcosa e si congeda come se fosse ospite di questa casa. Eccomi finalmente in una casa dopo tanti anni.

9 Risposte to “La Signora delle capre”

  1. soylu Says:

    che bello sentirti così sereno e soddisfatto! Cazzo hai una casa TUA Stefano, per di più in montagna! La signora delle capre deve essere una tipa favolosa…chissà quanto avrà da raccontarti su quelle montagne!!!!
    Ti abbraccio…io sono a Milano, se passi fammi uno squillo! Ce l’hai vero il mio telefono?…boh…non mi ricordo….

  2. anonimo Says:

    incrociamo le dita per il libro, altrimenti poi si dovrà scrivere con fissa dimora dopo l’insuccesso 🙂 .. battuta del cacch.. 🙂

    il posto sembra essere stupendo,aria pulita al mattino,pomeriggio,sera,notte.
    Abbraccia la signora delle capre più che puoi, sono persone sempre più rare, in via di estinzione. Auguri Stefano.

  3. soylu Says:

    Buon ferragosto, Ste!
    Sono messa male…la mia scadenza sembra avvicinarsi…i miei ultimi esami fanno schifo…e forse sono stanca di leggerli! Ti abbraccio forte forte, Lù.

  4. Niccky Says:

    Stefano che bello rileggerti e in questo modo piu´ rilassato. Appena hai un minuto vorrei contattarti. Un abbraccio e spero che lassu´ in montagna ti venga l´ispirazione per un secondo libro. Ciao

  5. balza73 Says:

    Emozionante. Non so che cos’altro dire per ora. Racconta, racconta.
    E buona fortuna. Anzi no.. questo è un augurio per vagabondi. Quindi buona permanenza.
    Ciao

  6. dreamdust Says:

    stupendo… sarà solo una coincidenza, ma ti giuro che mentre leggevo e ammiravo la tua veduta (con una punta di invidia ^_^) dalle casse del pc si diffondeva “Now we are free” di Enya: la theme del gladiatore quando “torna a casa” fra le spighe di grano… una colonna sonora involontariamente a pennello per questo post…

    felicissimo per te!

    in bocca al lupo e… goditi la meritata casa! ^^

  7. anonimo Says:

    welcome home.
    mi commuovi…

    un abbraccio.

  8. analkoliker Says:

    Grazie a tuti per l’affetto e le parole. Da oggi se dio vuole ho un PC e una discreta connessione per cui a breve tornerò a scrivere.
    Un abbraccio
    Sempre Stefano

  9. sinesolesileo Says:

    sono commossa e felice per te! Un saluto alla signora delle capre.
    Ciao Stefano. Sine


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