Da libro Via della casa comunale n° 1

26 marzo 2009

Ripropongo questo testo rielaborato in questi giorni e lo dedico a Maria Pia, responsabile del giornale di strada fiorentino "Fuori Binario"robin_tremont

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Dalla strada al cuore della politica

 

Scrivo consapevole d’aver da tempo un atteggiamento politico rispetto alla mia condizione di senza fissa dimora, é con questo sentire che oggi scrivo.
Ieri sera intorno alle ventidue dall’etere scivolano lentamente nella mia tenda due voci gracchianti,
sistemo l’antenna ed il modulatore di frequenza della radiolina e chi ti sento? Robin Giulio detto Tremonti (Tremonti,tutto attaccato per non correre il rischio di essere tassato tre volte) e l’olimpico Berlusconi conosciuto nell’universo e anche oltre come il nano più alto d’Europa, a cui non cresce il naso da anni perché crede profondamente e sentitamente in quello che dice e dunque non mente. Per un attimo ho il serio sospetto di essere stato nuovamente inghiotto da Matrix (il film), ma voglio subito abbandonare questo pensiero, perché se così fosse la cosa non mi gioverebbe, ed allora mi concentro sui dialoghi di Robin Giulio e del Pinocchio normodotato che l’etere  questa sera mi vuole regalare. Il tema della conferenza stampa, dibattito, proclama, litania, liturgia, soliloquio, in parte mi riguarda e si occupa di due pacchetti approvati ieri con d.p.e f ( documento programmatico economico-finanziario) in cui vengono riformate avviati: il federalismo fiscale, riordino della pubblica amministrazione, soppressione degli enti inutili come le comunità montane all’altezza del mare e poi Maxi snellimento per le riforme ed un’aggiustatina al sistema del lavoro.
La sciabolata alla magistratura era già stata avviata, dunque non se n’è parlato. Di tutta la conferenza stampa mi sono concentrato sulla proposta di Tremonti di istituire una carta di credito per le fasce economicamente svantaggiate con un sistema di crediti, che dal carrello del supermercato arriverebbe diritto nella bolletta, riducendo quest’ultima di una piccola percentuale ma che rappresenterebbe il primo passo verso un welfare reale.
Da Wikipedia leggo: Il welfare state (stato di benessere tradotto letteralmente dall’inglese), conosciuto anche come Stato assistenziale o Stato sociale, è un sistema di norme con il quale lo Stato cerca di eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche fra i cittadini, aiutando in particolar modo i ceti meno abbienti. Lo Stato sociale è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile.
Non sono persuaso, alla fine dell’intervista ho a sensazione che appena fuori dalla tenda ci siano due venditori di aspirapolvere, di quelli super moderni progettati dalla Nasa, che pettinano e fanno i ricci agli acari ribelli, aspirano, soffiano, lavorano con e senza acqua, dal design impeccabile e dalla robustezza pari solo alle macchine agricole di una volta, di “Quando che si stava peggio si stava meglio” al modico prezzo di tremila euro.

Non ci vuole una laurea in economia per rendersi conto che l’economia basata sul consumo sia folle.  Il Pinocchio normodotato mi invita a consumare di più, e penso che l’unica cosa da consumare che mi sia rimasta siano le suole delle scarpe, e questo credo che valga per molti altri.

Non puoi fare colazione con i biscotti del Mulino Bianco se hai un contratto a tempo determinato o un lavoro precario, perchè se questo accade allora vuol dire che uno dei due ruba o dice bugie.

Robiyn mi promette una carta di credito in cui lo stato si impegna a versare quaranta euro al mese per le fascie di popolazione più povere, e il pensiero corre a mia madre che si è vista scippare una casa da 150 milioni di lire per un prestito mai restituito di 25 milioni di lire e allora penso caro Robyn che dovresti difenderci da quei delinquenti cravattari delle banche, perchè quello che è accaduto a mia madre è la prova che le banche in questo paese si puliscono ogni giorno il culo con la nostra costituzione.

Se fossi un militante di sinistra griderei “ Meno Banche più Stato” ma dato che sono un ciclista bipolare vi invito solo ad andare a fare in culo.

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