E vada lo sfratto per ogniuno di noi.

E vada lo sfratto per l’invalido civile.

Vada pure lo sfratto per la ragazza madre senza lavoro.

Lasciateci almeno le Bambole.

LE BAMBOLE NO !!!!!!

 

 

Roma, 31 mar. – (Adnkronos) – Un nuovo locale per la Casa delle Bambole, a poca distanza da Piazza del Popolo. La titolare della storica bottega di riparazioni delle bambole, Pierina Cesaretti, ha accettato oggi la proposta dell’Amministrazione Comunale di trasferire la sua attivita’ in un immobile di proprieta’ del Comune di Roma in via Flaminia 58, di circa 60 metri quadri e attualmente libero. Lo rende noto il Campidoglio.

L’amministrazione comunale ha quindi chiesto alla societa’ che ha comprato l’immobile in via Magnanapoli, dove attualmente si trova la ”Clinica delle Bambole”, di ritardare di 30 giorni lo sfratto, esecutivo da domani, per permettere il trasloco dell’attivita’ e impedire la chiusura di una delle piu’ conosciute botteghe del centro storico della Capitale.

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Attendi che appaia la copertina del libro, poi clicca sopra e si aprirà la presentazione a schermo intero. Poi clicca sulla bordo destro del foglio eletronico per sfogliare.

Via della casa comunale n°1

Il primo è stato Bruccoleri Stefano.
Entra nel web dal dormitorio pubblico di Alessandria nel 2004, si fa chiamare Alkoliker.
“Sportivo, tecnologico e senza fissa dimora”
Il primo "barbone" italiano ad entrare in rete con un Blog.
Stefano, che al “momento” abita in campagna a Firenze, non ha altro che una bicicletta (ha percorso 25 mila chilometri in quattro anni), un piccolo portatile, una macchina digitale e una teoria solidissima sui vantaggi della tecnologia per le classi povere, vulnerate: “Se non ci fosse Internet non potrei informarmi e non saprei come far sentire la mia voce. La tecnologia è un valido alleato dei poveri e degli invisibili, che altrimenti verrebbero raccontati solo da quelli che poveri non sono”.
La sua biografia è una dimostrazione vivente di questo assunto. Morti padre, madre e fratello in pochi mesi, rimasto senza un tetto sulla testa, costretto a prendere confidenza con i dormitori e il sacco a pelo: “A 38 anni rischiavo di impazzire. Non potendomi permettere un analista ho fatto un patto col web: massima sincerità da parte mia, in cambio avrei avuto una terapia a basso costo”.
Un euro l’ora, il prezzo di una tariffa agevolata per postare dagli internet point stralci di vita.
Su quel diario virtuale, il blog pioniere dei clochard italiani, gli amici e la compagna hanno appreso della sua malattia. “Sono sieropositivo” racconta. “E non sapendo come comunicarlo l’ho scritto sul mio blog”. Il blog ha migliorato la sua vita, sostiene. “Adesso non ho paura di perdere i contatti con le persone. Non sono ancora pronto per una casa, diciamo che ho un problema con i muri! Semmai mi servirebbe un Mac”.

Presentazione del libro di Stefano Bruccoleri “senza fissa dimora di successo”
“ VIA DELLA CASA COMUNALE N.1”
Sabato 18 aprile 2009
Ore 14.30
A SOS Stazione Centrale
Sottopasso Tonale Pergolesi
MILANO

Presentazione del libro, conferenza stampa, videoclip, performance di recitazione di Stefano Bruccoleri con accompagnamento musicale di Maurizio Rotaris e festa finale con la Bar Boon Band, la banda dei senza tetto della stazione di Milano e dei volontari di SOS.

Blog di Stefano Bruccoleri: http://www.senzafissadimoradisuccesso.com/
Per info e contatti: stefano bruccoleri edera007@gmail.com
SOS Stazione Centrale 0266984543

                           Stefano 392 18 07 615

I Miei giorni perduti

28 marzo 2009

Sfratto

27 marzo 2009

 40enne si barrica in casa e minaccia il suicidio SOCCORSI IN ATTO


Non è un film ma una storia comune a tante altre.

Certo che se ti sfratta uno così!
Magari ci scappa l’autografo.

Clicca sulla foto per leggere l’articolo

La Pillola 400

Dal Corriere di bologna,it leggo questo articolo che fotografa perfettamente lo stato dell’economia del nostro paese. Il nuovo bisness si fonda sull’incertezza economica, sulla difficoltà  per i giovani imprenditori di sostenere un affitto, ed al tempo stesso questa formula Low Cot consente a micro realtà di lanciarsi in piccole attività senza fare grossi investimenti economici.

Dal Corriere di Bologna.it

Si scrive co-working, si legge ufficio su prenotazione. Da condividere con altri professionisti, tutti rigorosamente senza fissa dimora (lavorativa). L’idea è nata in Inghilterra, dove lo stile di vita «co-» è già realtà da qualche anno, per il lavoro, per la casa e anche per la spesa. Perché dove si co-ndivide spesso si risparmia e, in più, ci si arricchisce di altre esperienze. Un gruppo di cinque trentenni bolognesi (addio bamboccioni!) quell’idea l’ha colta al volo e l’ha tradotta in bolognese. E solo dieci giorni fa ha aperto in via Algardi 3 «La Pillola 400», il primo spazio (molto open: 400 metri quadri, appunto) dedicato al co-working sotto le Due Torri.

Continua a leggere

Ripropongo questo testo rielaborato in questi giorni e lo dedico a Maria Pia, responsabile del giornale di strada fiorentino "Fuori Binario"robin_tremont

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Dalla strada al cuore della politica

 

Scrivo consapevole d’aver da tempo un atteggiamento politico rispetto alla mia condizione di senza fissa dimora, é con questo sentire che oggi scrivo.
Ieri sera intorno alle ventidue dall’etere scivolano lentamente nella mia tenda due voci gracchianti,
sistemo l’antenna ed il modulatore di frequenza della radiolina e chi ti sento? Robin Giulio detto Tremonti (Tremonti,tutto attaccato per non correre il rischio di essere tassato tre volte) e l’olimpico Berlusconi conosciuto nell’universo e anche oltre come il nano più alto d’Europa, a cui non cresce il naso da anni perché crede profondamente e sentitamente in quello che dice e dunque non mente. Per un attimo ho il serio sospetto di essere stato nuovamente inghiotto da Matrix (il film), ma voglio subito abbandonare questo pensiero, perché se così fosse la cosa non mi gioverebbe, ed allora mi concentro sui dialoghi di Robin Giulio e del Pinocchio normodotato che l’etere  questa sera mi vuole regalare. Il tema della conferenza stampa, dibattito, proclama, litania, liturgia, soliloquio, in parte mi riguarda e si occupa di due pacchetti approvati ieri con d.p.e f ( documento programmatico economico-finanziario) in cui vengono riformate avviati: il federalismo fiscale, riordino della pubblica amministrazione, soppressione degli enti inutili come le comunità montane all’altezza del mare e poi Maxi snellimento per le riforme ed un’aggiustatina al sistema del lavoro.
La sciabolata alla magistratura era già stata avviata, dunque non se n’è parlato. Di tutta la conferenza stampa mi sono concentrato sulla proposta di Tremonti di istituire una carta di credito per le fasce economicamente svantaggiate con un sistema di crediti, che dal carrello del supermercato arriverebbe diritto nella bolletta, riducendo quest’ultima di una piccola percentuale ma che rappresenterebbe il primo passo verso un welfare reale.
Da Wikipedia leggo: Il welfare state (stato di benessere tradotto letteralmente dall’inglese), conosciuto anche come Stato assistenziale o Stato sociale, è un sistema di norme con il quale lo Stato cerca di eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche fra i cittadini, aiutando in particolar modo i ceti meno abbienti. Lo Stato sociale è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile.
Non sono persuaso, alla fine dell’intervista ho a sensazione che appena fuori dalla tenda ci siano due venditori di aspirapolvere, di quelli super moderni progettati dalla Nasa, che pettinano e fanno i ricci agli acari ribelli, aspirano, soffiano, lavorano con e senza acqua, dal design impeccabile e dalla robustezza pari solo alle macchine agricole di una volta, di “Quando che si stava peggio si stava meglio” al modico prezzo di tremila euro.

Non ci vuole una laurea in economia per rendersi conto che l’economia basata sul consumo sia folle.  Il Pinocchio normodotato mi invita a consumare di più, e penso che l’unica cosa da consumare che mi sia rimasta siano le suole delle scarpe, e questo credo che valga per molti altri.

Non puoi fare colazione con i biscotti del Mulino Bianco se hai un contratto a tempo determinato o un lavoro precario, perchè se questo accade allora vuol dire che uno dei due ruba o dice bugie.

Robiyn mi promette una carta di credito in cui lo stato si impegna a versare quaranta euro al mese per le fascie di popolazione più povere, e il pensiero corre a mia madre che si è vista scippare una casa da 150 milioni di lire per un prestito mai restituito di 25 milioni di lire e allora penso caro Robyn che dovresti difenderci da quei delinquenti cravattari delle banche, perchè quello che è accaduto a mia madre è la prova che le banche in questo paese si puliscono ogni giorno il culo con la nostra costituzione.

Se fossi un militante di sinistra griderei “ Meno Banche più Stato” ma dato che sono un ciclista bipolare vi invito solo ad andare a fare in culo.

Fuori Binari

25 marzo 2009

Da questo mese parte dalle pagine di Fuori Binario  il giornale dei Senza Fissa Dimora di Firenze
 una nuova rubrica: Via della casa comunale n° 1
in cui verrà pubblicato a puntate mio il libro che porta il titolo della rubrica stessa.
E’ anche partita una proposta per pubblicare con loro il libro,ma di questo vi aggiornerò non appena la cosa avrà inboccato la via giusta.

Presentazione del Libro

22 marzo 2009

Ecco un’immagine della prima presentazione avvenuta ieri sera.Un grazie agli amici intervenuti.

Collaborazione

20 marzo 2009

Fra meno di una decina di giorni sarò online anche sul blog Social di Controradio, all’interno dello spazio Il Quinto Elemento. Sto parlando di una delle più seguite radio fiorentine
" Direttore cosa immaginava di mettere dentro questo spazio,quali contenuti"?
" Dimmelo tu. Isomma fai come hai sempre fatto"
Se qualcuno ha da proporre contenuti relativi al mondo della marginaltà,delle nuove e vecchie povertà non deve fare altro che proporre e suggerire contenuti, anche al di fuori di questi temi.
Non appena il nuovo blog sarà online posterò un nuovo  messaggio.

15 marzo 2009

Il Paradiso degli uomini

La vita sorride, si mostra generosa come non mai.
Mi guardo allo specchio e negli occhi degli altri e vedo continuamente uno Stefano bellissimo.
Ho il fondato sospetto che si tratti di felicità.
Non sento neppure il bisogno di doverla gestire, organizzare, difendere.
In questa nuova dimensione mi sorprendo spesso a cercare frammenti di paradiso mal celati: un pezzo di cielo che si scuce o il prato di fronte a casa che sprofonda e rivela il mondo di prima, quello dove vivere appariva come una lunga interminabile punizione. Come nel film  The Truman Show in cui il protagonista scopre ad un certo punto della sua vita, di non vivere nel mondo reale ma in un enorme set cinematografico ripreso da migliaia di telecamere e mandato in diretta tivù per i teledipendenti del mondo reale.
Mi sono convinto d’essere morto in ospedale da alcuni anni e che quello che accade ora sia la vita che viene concessa a coloro che vanno in paradiso. Sono quasi certo che si tratti di questo. Credo che in questo paradiso sia concesso di continuare a vivere la vita di prima senza avere ricordo e coscienza della morte avvenuta e che tutto quello di bello che sta avvenendo sia il una sorta di grande premio. Il premio, e ne son certo è proprio l’opportunità di percepire questa nuova vita come se non si fosse mai staccata da quella precedente.
Quello di cui non ho ancora certezza,ma a questo punto ha poca importanza è se tutto questo stia avvenendo col mio corpo reale di carne ed ossa che poggiavo sulla sella della bicicletta, oppure dall’interno della mia sepoltura.
Certo che in questo paradiso le cose le hanno fatte veramente bene, da professionisti. Daltronde se qualcuno si è preso la briga di gestire il paradiso non posso credere che lo faccia con approssimazione. Dei veri professionisti direi.
Se mai questo messaggio per qualche strana magia dovesse raggiungere gli amici della vita precedente, a loro vorrei dire di non aver paura della morte, perchè qui c’è il paradiso che vi attende.