26 febbraio 2009

Con il permesso dell’amica Niccky prendo in prestito questa storia che merita, come non mai di essere segnalata.L’invito ovviamente è quello di visitare il blog di questa donna della normalità che da circa due anni è affetta da HIV e che ha deciso di raccontarsi nel suo diario telematico. Buona lettura.


La discriminazione si è estesa rapidamente, così come l’ansia e il pregiudizio nei confronti dei gruppi maggiormente colpiti e delle persone sieropositive.
Ma alla malattia sono associati anche lo stigma, la repressione e la discriminazione, poiché gli individui colpiti dall’Hiv a volte sono respinti dalle loro famiglie, dai loro amori e dalle loro comunità.

Questa è una testimonianza di Anon un trentacinquenne, cittadino di un piccolo paese del centroamerica, Honduras .
Anon ci racconta la discriminazione, l’emarginazione del suo ex compagno sieropositivo, all’interno della propria famiglia .
Anon si racconta su
www.avert.org/

Ottobre 2007: ricevetti una chiamata che mi informava della sua morte. Mi incontrai segretamente con una persona che lavorava  presso la casa della sua famiglia e scoprì che gli davano da mangiare sempre nello stesso piatto, con le stesse posate e da bere nello stesso bicchiere; ben presto maturai l’idea che fosse stato isolato dalla sua stessa famiglia. Il suo rasoio, come anche il suo spazzolino stavano sempre tra la spazzatura e nessuno si interessava delle sue pillole. Egli si sentì così maltrattato nella sua stessa famiglia.
Era costretto a dormire su un sofà coperto da un semplice nylon, perché era incapace di trattenere le sue feci, tutto ciò non faceva certo bene ai suoi reni che erano in parte compromessi.
Aveva perso tutta la sua voglia di vivere e, ad un certo punto, anche la ragione: non era più in grado di riconoscere i membri della famiglia, i suoi amici, o i suoi tre piccoli figli, che una volta abbracciava e baciava ogni volta che poteva, mentre la famiglia cercava in tutti modi di tenerli lontano da lui per paura che fossero infettati.

Ad un certo punto smise si assumere gli antiretrovirali, ma nessuno se ne curò, nessuno si interessò al fatto che, ogni volta che spostavano il sofà su cui dormiva, comparivao da sotto i medicinali non utilizzati.
Piangevo mentre il suo amico mi raccontava queste cose e il mio stato d’animo peggiorò quando mi disse che non era la prima volta che lo cacciavano di casa e che era stato anche costretto, la prima settimana di Settembre, a dormire tre notti per strada.
Fu poi ritrovato da alcuni amici della moglie, i quali lo gettarono come un animale agonizzante in un posto molto simile ad un rifugio abbandonato, dove morì solo, con un’ infinita tristezza nello sguardo, con gli occhi spalancati al cielo e con in mano una foto dei suoi tre figli.

La casa

15 febbraio 2009

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Untitled from bruccoleri stefano on Vimeo.

Questo video è stato realizzato per la redazione di Telestrada ed è stata un’occazione per fare il punto della situazione.

Asfalto blog

7 febbraio 2009


Voglio ringraziiare gli amici di Asfalto,il blog delle persone senza dimora di Bologna per aver pubblicato un’altro frammento del mio Diario di viaggio.,I’invito non è tanto quello di andarselo a leggere ma quanto e soprattutto di  andare oltre nella lettura.Proseguire, scorrere le pagine.
Asfalto attualmente resta il blog italiano di genere per eccellenza, per qualità ed intensità.
Un lavoro quotidiano merito soprattutto del suo animatore Massimiliano Salvatori,appassinato giornalista-educatore oltre che amico.
Il blog è redatto da senza dimora di Bologna che si avvicinano al laboratorio informatico di Asfalto e che da li tentano nuovi percorsi.
Non aggiungo null’altro se non l’invito a farsi danneggiare la percezione della realta dalla lettura del Blog

3 febbraio 2009

Ciaky

hand

Ciaky è TORNATA per voi che siete stati solidali. Devo chiamarmi calamita attira sfiga.
Purtroppo va sempre peggio. Ora si avvicina la data del processo del camion che mi ha investito e DEVO vincere la causa, chissà che non mi passi paura, paranoia, crisi di ansia e di panico oltre a quelle isteriche e così la Depressione e soprattutto RABBIA. Vorrei farla finita lasciare tutto a chi merita e togliermi di mezzo. Non ce la faccio più.
Questa è buffa: a Natale cerco in tutti i modi di farmi arrestare ma non ci sono riuscita passavo sempre dalla parte della ragione.
Stavo per strada avevo freddo perciò volevo andare in galera al caldo. Ho devastato anche un bar, ma niente. Dopo pochi giorni mi danno l’invio per entrare in dormitorio. Era presto, mi siedo alla fermata di fronte alla stazione, prendo 3 tavor e bevo del vino rosso per scaldarmi. Poco prima dell’orario un riccone di merda (perché così va definito) dice di non passare con la macchina, allora gli chiedo se serve tirar giù la colonna per farlo passare e gli ho dato del coglione e che la patente l’aveva trovata per sua fortuna nell’uovo di pasqua. Mi prende a calci e mi rompe la bottiglia tagliandomi un dito.

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