Letture della domenica

4 ottobre 2008

Saltimbocca alla bolognese   Dedicato a S.V

Saltimbocc

Comoda questa poltrona, se mi sono seduto su una macchia di sperma me ne accorgerò fra qualche secondo.

Il titolo del film o il regista credo che qui non interessino a nessuno e neppure a che punto della storia siano entrati in sala. La trama credo si possa sintetizzare con le parole di mio fratello Alberto: "Comincia con un pompino e finisce con un cazzo in culo".

Fuori dal cinema è luglio e qui come all’Ipercoop c’è l’aria condizionata. Mi vengono in mente le parole del ministro della sanità che consigliava agli anziani  di pascolare nei supermercati per attenuare  il disagio dei calorosi pomeriggi estivi. Qui gli anziani non mancano di certo, appoggiati ai muri o ammassati nelle ultime file chini gli uni sugli atri o stretti fra di loro negli bui a cercare o ritrovare carezze camuffate dal sesso di timide erezioni.

In circa vent’anni che frequento questi "Locali" ho capito che la gente viene qui a cercare fondamentalmente carezze e corpi caldi che possano alleviare  solitudini e abbandoni che hanno il sapore amaro della colpa e della vergogna di essere soli. Una solitudine che molto spesso fa vacillare l’eterosessualità di molti uomini facendoli transitare lentamente dalla condizione di eterosessuali a quella di omosessuali, passando dalla omoaffettività.

Quasi tutti o diciamo molti per salvarsi dallo schifo di un’esperienza di questo genere archiviano tutto nella memoria breve che poi scivola via in energiche insaponate e fiumi di acqua  per ritrovarsi etero un attimo dopo fuori dal cinema.

Personalmente ho un’adorazione per i cazzi, nessuna per gli uomini. Non regalerei mai  un mazzo di rose ad un carpentiere, ma del suo cazzo vorrei sapere tutto. C’è una combinazione di potenza e mistero in un pene che mi affascina sin da ragazzino e che ancor oggi mi provoca stati di turbato eccitamento a cui non riesco a rinunciare ed a cui non vorrei rinunciare mai.

Sullo schermo le solite scene da macelleria messicana, di corpi corrotti dal bisturi e dal silicone, oliati, tonici, performanti ed accoglienti che sembrano pagati a cottimo. Una noi mortale da cui esco concentrandomi sulle ballerine di seconda file, le cosiddette tiracazzi a cui è assegnato il compito di ricaricare i fucili a suon di linguate e bocchini sapienti e generosi.

Di queste instancabili cottimiste che mettono in bocca tutto quello che loro viene dato da mettere in bocca, mi colpisce lo sguardo. La cinepresa è concentrata altrove dunque a queste non tocca interpretare o fingere passione e coinvolgimento, un sorriso è sempre gradito, ma poi rientra lasciandole uno sguardo che nulla a che fare con quel contesto. Se quegli sguardi potessero parlare credo che il dialogo sarebbe pressappoco Così "Si pronto, sono Vanessa che cosa posso fare per lei?" No mi spiace la pratica non l’abbiamo inoltrata noi, qui  forniamo solo informazioni per gli invalidi civili.

Prego e buona giornata.

Ps a breve sarà pronta la seconda parte

Una Risposta to “Letture della domenica”

  1. anonimo Says:

    che dire sei il solito romanticone del cazzo


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